Tabelle di allenamento in full body per il Natural Bodybuilding agonistico

Siamo sempre stati dei forti sostenitori delle fullbody, ma quando si parlava di gare e competizione culturistiche spesso venivamo criticati perché oggi il bodybuilding moderno è diverso da quello Old e non era possibile allenarsi in fullbody se devi gareggiare.

Oggi, un pazzo come noi, oltre che un amico della OST, Mario Civalleri, ci racconta la sua esperienza proprio in questo settore: fullbody e atleti agonisti. Quando sono i risultati a parlare…

Mario Civalleri

Mario Civalleri

CIAO MARIO, COME VEDI LO SCOPO DI QUESTA INTERVISTA È QUELLO DI CHIARIRE SE SIA DAVVERO POSSIBILE UTILIZZARE DEGLI ALLENAMENTI IN FULL BODY PER LA PREPARAZIONE ALLE GARE DI BODYBUILDING…..E VISTO CHE TI OCCUPI DI PREPARAZIONI PROPRIO PER IL NATURAL BODYBUILDING AGONISTICO, CI PIACEREBBE PARLARE DELLE TUE ESPERIENZE.

Innanzitutto grazie per l’interessamento, e ora vediamo se riesco a soddisfare le tue domande.

Come sai, da molto tempo mi occupo di Bodybuilding, e negli ultimi 18 anni mi sono reso conto che molti dei concetti e dei dogmi presenti in questo sport sono sempre più discutibili. Purtroppo, gran parte dei metodi di allenamento a cui ci si riferiva, erano studiati da preparatori che facevano, ed ancora fanno, fare uso di doping ai propri atleti. Questo purtroppo rende il tutto molto difficile da interpretare, perché di fatto, non esiste una linea di demarcazione precisa tra gli effetti dell’allenamento e quelli delle sostanze dopanti utilizzate.

QUINDI PER UNA PREPARAZIONE NATURAL …?

Di fatto, l’unica via possibile per mettere a punto delle preparazioni per il Natural Bodybuilding, consiste nel fare un Tabula Rasa di tutto il materiale suddetto, ed affrontare con calma e pazienza un percorso di ricerca specifico per l’atleta Natural. Un percorso che non solo rispetti le esigenze e le necessità di questo tipo di atleta, ma che sia soprattutto costruito su una struttura logica.

DA COSA SEI PARTITO ?

Uno dei primi concetti che ho voluto affrontare sta proprio nella struttura degli allenamenti, ed io stesso, provenendo da una scuola di pensiero fondata sullo split training, ho incontrato le prime serie difficoltà sul mettere in discussione il tutto. Come ho fatto presente in un precedente articolo pubblicato su Facebook (I magici poteri delle tabelle fullbody per il Natural Bodybuilding) , un primo argomento da affrontare relativo allo stress imposto dall’allenamento, è quello del recupero. Citando Little e Cisco, possiamo dire che oggi è il giorno delle gambe, domani schiena e spalle, e dopodomani petto e braccia, ma ogni giorno è “il giorno” di fegato, reni, milza, etc.etc. e per questo, se l’allenamento stesso prevede solo 1 o 2 giorni alla settimana di riposo totale, sarà difficile conseguire buoni risultati, perché la prima legge non scritta del bodybuilding, e di tutte le attività con allenamento contro resistenza, è che è proprio durante il recupero che si cresce e si migliora. Gli atleti della vecchia scuola non si allenavano quotidianamente, e riuscivano a costruire fisici massicci ed esteticamente belli proprio allenandosi in full body e dando quindi il giusto riposo all’organismo.

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E OLTRE AL FATTORE RECUPERO, CE NE SONO ALTRI DA CONSIDERARE?

Un altro fattore di estrema importanza, è l’effettiva impossibilità a guidare ad hoc i nutrienti solo ed esclusivamente presso l’area allenata in split routine, e qui non posso fare altro che citare Leistner, secondo il quale “ la bistecca che stai mangiando non sa che deve andare nelle gambe che hai allenato….è molto più probabile che vada dappertutto.”

Un mio conoscente mi ha fatto presente che, soprattutto nel bodybuilding professionistico, dove viene fatto largo uso di sostanze dopanti, i nutrienti vengono meglio assorbiti con regimi di allenamento in split proprio nelle aree stimolate. Questo però non preclude il fatto che una qualunque sostanza dopante debba viaggiare all’interno di una circolazione sanguigna che, a tutti gli effetti, scorre contemporaneamente nelle gambe come nelle braccia, petto, schiena, etc. dando modo alle cellule di TUTTI i muscoli, nessuno escluso, di beneficiare di tale vantaggio, ergo, il concetto di split routine si rivela nuovamente discutibile.

E ALLORA…Full Body All The Way?

Se non è possibile dirigere volutamente il nutrimento muscolare, è molto difficile pensare di ottenere nel Natural Bodybuilding dei grandi risultati, soprattutto perché di fatto non rientra nella logica della natura stessa. Sfruttare ad ogni allenamento una routine completa, contrariamente a quanto si pensa, non affatica maggiormente l’organismo, anzi, permette invece di sfruttarne al meglio la risposta di adattamento. Se e come vogliamo interpretare l’organismo umano come un’ unità, è impossibile pensare che possa reagire per settori.

PER UN DISCORSO GENERALE, UNA ROUTINE FULL BODY FUNZIONA PER CHIUNQUE, MA PER UN NATURAL BODYBUILDER AGONISTA, NON SI RISCHIA DI ARRIVARE A VOLUMI DI LAVORO ECCESSIVI?

L’approccio alla preparazione di gara in full body deve essere graduale e con tempi di adattamento abbastanza ampi, e comunque teniamo presente che prima di allenare per una gara, sottopongo sempre l’atleta ad un periodo di sperimentazione a volumi crescenti. Questo permette di non solo di verificare l’effettiva soglia di fatica generale dell’atleta, ma di farne mettere in moto i meccanismi di recupero con maggiore efficacia. Oramai non mi stupisco più nel vedere atleti natural che continuano a crescere di massa e peso anche dopo 12 o 13 giorni consecutivi di allenamento in full body a 70-80 serie al giorno.

COSI TANTO? I CRITICI OBIETTEREBBERO: “NON SI RISCHIA DI ANDARE IN SOVRALLENAMENTO?”

Attenzione..sto parlando di un periodo sperimentale…non di tutta la preparazione. In pratica, sperimentando uno stress di questo volume, l’atleta acquisisce la capacità di recuperare meglio e più velocemente. Ed è con questa capacità che poi si può procedere ad una preparazione di gara con sole 3 o 4 sedute settimanali…

MA LE SEDUTE SONO COMUNQUE AD ALTO VOLUME? E DURANO MOLTO TEMPO?

Facciamo chiarezza su un punto: SE si vuole stimolare la crescita muscolare bisogna dare all’organismo , in una data unità di tempo, uno stimolo più forte e profondo di tutto il tempo che l’organismo stesso passa a NON allenarsi. Sennò, la richiesta di adattamento non si verificherà mai.

Il volume di una seduta varia da atleta ad atleta, e questo concerne non solo la sua capacità di allenarsi, ma soprattutto la sua maturità sportiva e personale. Di fatto, un atleta sportivamente maturo è in grado di valutare molto meglio la relazione fatica/benefici, e per quanto riguarda i tempi di seduta, basta smetterla di perdere tempo sui recuperi . Teniamo presente che i recuperi lunghi tra le serie NON servono, nemmeno nelle attività di forza, perché quando l’organismo è pronto, deve lavorare e non interrompersi per tempi più LUNGHI della performance stessa.

Se si vuole seriamente stimolare la crescita muscolare, il vero recupero è quello che si deve fare andando a letto presto la sera.

LAVORANDO IN FULL BODY 3 O 4 VOLTE LA SETTIMANA, COME MOLTI CRITICI SOSTENGONO, SI RISCHIA ANCHE DI ANDARE IN STALLO, NO?

No. E questo perché bisogna anche affrontare stimoli diversi che richiedano sempre un adattamento specifico. Nelle preparazioni che strutturo, le sedute sono differenziate sia dalla necessità di priorità muscolare che dallo stimolo allenante in modo da ottenere sempre e comunque il risultato più importante per una gara natural….l’ipertrofia!

IPERTROFIA…SOTTO GARA?

Sì, perché i canoni di definizione sono già acquisiti tramite la corretta alimentazione, e quindi si può tranquillamente puntare a presentarsi in gara anche più grossi di quando si è cominciata la preparazione..

IL TUTTO SUONA….PERLOMENO STRANO AGLI OCCHI DI PROFANO DELLA OST.

Me ne rendo conto, ma, se pensiamo ai grandi del passato….lo stesso Steve Reeves si allenava in full body 3 giorni la settimana, entrava in perfetta forma e si presentava sul palco più voluminoso rispetto all’inizio della preparazione.

E CI SONO MOLTI ATLETI CHE SI PREPARANO ATTUALMENTE COSI ?

Nella Sustainable Bodybuilding, dove collaboro con Riccardo Grandi, sono già parecchi, e saranno sempre di più.

Ma se vuoi saperne di più, ti consiglio di intervistare Angelo Benedetto: in un solo anno ha fatto dei cambiamenti incredibili, e sta già portando a casa parecchie soddisfazioni.

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E ALLORA LO SENTIREMO (http://oldschooltraining.net/fullbody-atleti-agonisti-la-parola-allatleta/)! BEH, PER IL MOMENTO GRAZIE !

Grazie a voi per l’intervista, e …vediamoci ad una gara!

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