Misurazione massa grassa/massa magra

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Perché è importante conoscere la propria composizione corporea mediante strumenti professionali?

Perché la bilancia non è un buon indicatore dello stato di salute o della quantità di grasso o muscolo contenuti nel corpo di un soggetto, soprattutto di uno sportivo e/o di un pesista.

Questo perché la bilancia non distingue il grasso dal muscolo.

Vi sono vari metodi più accurati.

Tra i più usati troviamo la DEXA, la pesata idrostatica, la bilancia impedenziometrica, la BIA e il plicometro.

La DEXA è il metodo considerato migliore perché è affidabile, preciso, ripetibile e si basa su tre componenti (muscolo, grasso, massa ossea) anziché due (muscolo, grasso). È però di difficile attuazione per il costo dell’apparecchiatura e per la difficoltà d’esecuzione: il soggetto deve stare assolutamente fermo per 10-20 minuti mentre avviene la scansione di tutto il corpo.

La pesata idrostatica è una pesata fatta dopo che il soggetto ha espulso tutta l’aria dai polmoni quando è immerso nell’acqua. Anche in questo caso l’apparecchiatura è costosa e il metodo viene utilizzato a soli fini di ricerca.
Attraverso misure bioelettriche si è in grado di conoscere approfonditamente lo stato di idratazione (dalla ritenzione idrica, fino alla disidratazione), lo stato generale delle membrane cellulari, stimare la quantità di muscolo e grasso corporeo e conoscere il metabolismo basale.

La bilancia impedenziometrica misura il grasso corporeo, con sufficiente precisione, tramite l’uso di una apposita bilancia detta impedenziometrica, cioè una normale bilancia con due elettrodi sul piatto che permettono di condurre un debole segnale elettrico lungo il corpo: la bilancia impedenziometrica misura il grasso totale. 

La BIA o bioimpedenza convenzionale viene fatta classicamente sul paziente sdraiato sul lettino con una serie di elettrodi attaccati in vari punti del corpo; si misura la resistenza al passaggio di un segnale elettrico che viaggia nell’acqua dei muscoli e del grasso. In condizioni normali più muscolatura è presente e più acqua l’organismo trattiene (65-70% nei muscoli, 50% nel grasso) ed è più facile per la corrente passare. 
Mediante la BIA si misura la resistenza e cioè quella forza che un corpo oppone al passaggio di una corrente elettrica. I tessuti privi di grasso sono discreti conduttori: essi sono ricchi di fluidi ed elettroliti ed oppongono una resistenza relativamente bassa al passaggio di correnti elettriche alternate. Al contrario, tessuti lipidici e lo scheletro sono conduttori meno efficienti in quanto poveri di fluidi ed elettroliti, ed oppongono una resistenza più elevata. Si misura, inoltre, con la Reattanza (Xc) conosciuta anche come resistenza capacitiva che è la forza che un condensatore oppone al passaggio della corrente alternata. 
Si misura, ancora, l’angolo di Fase (PA ): dall’Inglese Phase Angle, che esprime il rapporto tra Reattanza e Resistenza, nel corpo umano esprime le proporzioni intra ed extracellulari. In un essere umano normale, l’ angolo di fase oscilla tra 6 ed 8 gradi. L’angolo di fase ha dimostrato avere un forte valore prognostico in svariate patologie croniche.
Ancora, misura l’acqua corporea e l’idratazione. Un organismo sano è costituito per oltre due terzi da fluidi.

Infine abbiamo il plicometro.
La Plicometria è la più veloce ed economica operazione. Essa consiste nella rilevazione e nella misurazione di alcune pliche corporee di grasso sottocutaneo attraverso uno strumento simile ad un calibro chiamato appunto plicometro. Purtroppo il metodo è praticamente poco attendibile perché difficilmente replicabile: due misurazioni danno risultati vicini, ma differenti, in quanto la modalità di definizione della plica dipende dall’interpretazione dell’esaminatore e dalla sua bravura nel prendere le misure, nonché nel “pinzare” la pliche della pelle nello stesso identico punto.

Analizzati i metodi di misurazione del grasso corporeo più usati, veniamo a un punto preciso.

È possibile avere basse pliche in persone in età avanzata o in donne non più giovani?

Ti rispondo con una foto:

Nella tabella gialla in verticale trovi età di donne e uomini e nella tabella gialla orizzontale trovi le misure delle pliche date dal plicometro.

Incrociando i dati, trovi la percentuale di massa grassa sotto la quale, PER NATURA, è IMPOSSIBILE scendere.

Come noti, più sali con l’età e più è alta la percentuale di grasso corporeo che un corpo umano può avere per natura e genetica.

Una donna di 36 anni non può scendere sotto al 13,8 % di grasso corporeo.

Un uomo di 36 anni non può scendere sotto al 5,6 % di grasso corporeo.

Chi ti dice il contrario o mente o si dopa.
Tertium non datur.

Spero di averti aiutato a chiarire alcuni punti circa la corretta misurazione massa grassa/massa magra.

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By | 2017-03-17T09:27:41+00:00 marzo 16th, 2017|Generale|2 Comments

2 Comments

  1. NELLO IACCARINO 16 marzo 2017 at 19:42 - Reply

    Queste tabelle si riferiscono alla razza caucasica; non è che un uomo di 36 anni non può scendere naturalmente al di sotto del 5,6% di grasso perchè potresti trovarti davanti un “fuori norma”.Infine la plicometria è una misura bi-compartimentale, quindi soggetta a molti errori accidentali e sistematici e implica un soggetto normoidratato.

    • oreste 17 marzo 2017 at 9:29 - Reply

      Concordo in parte. Ogni età ha un diverso tipo di grasso corporeo di base che serve per le normali funzioni biologiche vitali. Sotto il quale la salute e la stessa vita è altamente compromessa.