Intervista a Roberto Amorosi Hernandez

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Oggi ho con me Roberto Amorosi Hernandez!

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  • Ciao Roberto, presentati ai nostri lettori.

Mi definirei un autodidatta “ossessivamente e monotematicamente” appassionato di Pesi, Musica ed Arti Marziali, nato in Italia anno 1979, di professione Personal Trainer ed imprenditore nel mio centro privato a Palma di Maiorca. Amo la docenza ed ho avuto la fortuna ed il piacere di impartire numerosi corsi e seminari sia per Fitness Alliance, NBBF Italia e BIIOSystem España oltre che in diverse Universitá Spagnole ed eventi sportivi. Sono stato testimonial e traduttore del best seller “BIIOSystem Lifestyle R-Evolution”. Cintura nera di Karate 2º dan FIJLKAM combino da oltre 21 anni la pratica agonistica delle Arti Marziali con il Natural Bodybuilding. Campione pesi massimi agli Italiani NBFI 2014 e della UEBBN/WNBA (federazione spagnola ed internazionale di culturismo natural) di cui sono anche consigliere amministrativo. Da un anno e mezzo articolista per Olympian’s News, la rivista di Natural Bodybuilding piu importante in italia.

  • Quando è nata la tua passione per il culturismo?

Quando mi iscrissi in palestra per la prima volta avevo 14 anni, magrissimo nonostante fossi stato sempre fisicamente molto attivo. Venivo da 2 anni di nuoto e 3 anni di Calcio federato con il club della mia cittá. Inoltre era consuetudine “stramazzarmi” con qualsiasi tipo di attivitá, dal ciclismo a “casalinghe” flessioni e trazioni con la speranza e la convinzione di raggiungere un bel giorno un fisico in stile “Ken Shiro”, un manga che mi faceva impazzire e che in molti ricorderanno. Ricordo ancora l’imbarazzo dei primi giorni in sala, diventavo rosso come un pomodoro appena scendevo le scale, ero il gracilino del “Fitness Club” e quando la gente rideva e scherzava spesso pensavo che stessero burlandosi di me. Ricordo la prima scheda per principianti (generica) appesa alla parete, una full body a 15-20 ripetizioni che seguivano i neofiti mentre l’istruttore – Enrico – ci preparava una scheda personalizzata.  A fine seduta tutto il corpo tremava come una foglia, quasi non riuscivo a pettinarmi, sicuramente perché dopo averla terminata, continuavo allenandomi seguendo “di nascosto” la scheda di un compagno di scuola, nonostante l’istruttore mi dicesse: “Guarda che poi, domani non ti muovi!” …aveva ragione!! Ma io volevo crescere “Oggi”. In giro alcuni ragazzacci del mio paese mi chiamavano “BIAFRA” perché ero un mucchio d’ossa. Avevo l’autostima sotto terra ed aspiravo ad essere forte e sicuro come a me sembrava lo fosse mio fratello maggiore di 6 anni. Questa mia insicurezza pero mi spingeva ad allenarmi in modo durissimo fin dalle prime sedute, perché volevo assolutamente crescere e smettere di sentirmi uno sfigato. Ricordo che fino ai 19 anni non ho mai messo un pantalone corto in pubblico, perché nonostante le allenassi, le mie gambe erano come 2 stuzzicadenti. 

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  • Qual è stata la gara più importante e dura a cui hai partecipato?

Senza dubbio gli Italiani NBFI di quest’anno. É stata una esperienza indimenticabile, organizzazione meravigliosa, doppio test antidoping per TUTTI e triplo per i vincitori, atleti eccezzionali, un ambiente agonistico unico di sana competitivitá. Per la prima volta mi sono sentito a mio agio tra campioni natural, e non con la sensazione di essere in mezzo a un miscuglio di Ex-Dopati o di gente che forse stanno imbrogliando. Sul palco la sfida é stata EPICA lottando fino allo stremo delle forze in totale rispetto ed ammirazione reciproca per quasi 60 min in totale (tra eliminatorie e finale) perché i giudici non sapevano come distribuire i primi 3 posti, eravamo tutti davvero competitivi. Ho avuto DOMS per una settimana!! 😉 Ahahaha

  • Roberto, vero atleta natural. Quanti ne sono rimasti davvero?

Non saprei davvero cosa dirti. Purtroppo il Doping é considerato una cosa irrilevante, come farsi una canna o prendersi una sbornia, “non succede nulla”, “chi piu chi meno lo fa”, dicono… Sono spesso rimasto sorpreso nel sapere di gente che ha usato sostanze dopanti, nonostante non ne avessero affatto l’aspetto. Poi invece ho conosciuto atleti che a prima vista sembravano dopati e conoscendoli profondamente tutti i dubbi sparivano immediatamente. Ma la triste veritá é che, oggigiorno, solo metterei la mano sul fuoco per ME stesso. La stragrande maggioranza delle persone non hanno un forte senso dell’Etica Sportiva e come dimostró il Dilemma di Goldman molti sono addirittura disposti a morire per un trofeo ridicolo.

  • È così facile dimostrare di essere davvero natural?

No, infatti sono tantissimi quelli che credono che io non lo sia, nonostante sia da sempre un “Attivista” nella lotta contro il doping: ho rilasciato diverse intervite in Radio e Tv spagnole, articoli sul Web e Riviste del settore, Seminari in eventi sportivi e recentemente anche all’Universitá d Malaga, nel mio primo locale commerciale feci anche la pazzia di scrivere “Contro la Cultura del Doping” all’entrata, come se importasse qualcosa ai miei clienti o servisse a fini commerciali, una stupidaggine anti-marketing che peró dimostra quanto io fossi convinto (stupidamente) di poter cambiare qualcosa. Tuttavia la veritá é che non esiste un modo per dimostrarlo, si basa tutto “sulla fede”, perche qualsiasi prova tu possa dimostrare (Antidoping, Foto, Diario Pubblico, Analisi del Sangue, ecc) cé sempre chi mette in dubbio la validitá ed evidenzia (giustamente) l’ipocrisia di chi é stato beccato e fino a quel momento “dimostrava” anche lui… un sacco di menzogne. Il Doping é indubbiamente il cancro di questo sport.

  • Quando hai conosciuto il BIIO?

Era la fine del 2000. Mi accorsi che alcuni compagni di palestra cominciavano a spingere di brutto, facevano cose strane come serie interrotte (Rest-Pause) e scrivevano tutto su tabelle in A4 che non avevano nulla a che vedere con quelle con i disegnini pre-stampati che tutti imparavamo a memoria e poi abbandonavamo nel porta schede. Una sera, prima di chiudere la palestra, approffittai per sbirciare queste strane schede e rimasi scioccato: “Preparazione Forza, Forza 1, Forza 2, Massimali, ecc.”, Robba seria! Finalmente sembrava ci fosse una logica dietro. Il giorno dopo corsi dall’istruttore: “Voglio Provarlo anche io!”. Mi diede in mano una dispensa “Manuale dell’Istruttore di Natural Bodybuilding” e corsi come un matto per andare a fotocopiarlo dove normalmente “clonavo” gli spartiti dei miei chitarristi preferiti.

Finalmente avevo trovato un’interessante programmazione con i pesi e per di piú apertamente dichiarata Natural. Mi identificavo in pieno con quello che leggevo visto che a quel tempo un ragazzotto (culturista) che lavorava con me era stato stroncato da un infarto, mentre dormiva, a soli 23 anni. Detestavo qualsiasi tipo di droga per cui, leggere chiaramente che il doping aveva un impatto cosí pesante sulla metodologia dello sport, accese ancor piú il mio entusiasmo nell’applicazione delle nozioni apprese. Quello che avevo in mano era in pratica il primo abbozzo del libro che successivamente fu pubblicato come “La Scienza del Natural Bodybuilding” (2001 Ciccarelli Ed.).

Iniziai quindi da solo applicando quello che studiavo ed i risultati furono strabilianti sia dal punto di vista della Forza che da quello estetico, dato che non seguivo nessun tipo di dieta particolare (mangiavo il piu possibile cercando di ingerire progressivamente piú Proteine,  pochi Grassi, Carboidrati a tonnellate) e ZERO supplementi. Passai da 87kg intorno al 9% a 94kg al 10%, 7kg in solo 6 mesi!! A quel tempo pensavo aver capito “TUTTO” di Bodybuilding, ero preda dell’Effetto Dunning-Kruger ma poi ci pensarono i successivi anni di stallo a farmi rimettere i piedi a terra.

  • Parlaci della naturale evoluzione del tuo BIIO.

Ho dedicato alcuni articoli su Olympian’s riguardo a questo agomento, il piu completo é sicuramente “I Weak Point del BIIOSystem”el nº 146 di Maggio/Giugno 2014 ma gli approfondimenti arriveranno nei prossimi numeri del 2015 quando entreró in dettaglio programma per programma. Ci tengo a precisare che comunque non parleró piú di BIIO (anche se la filosofia sará fondamentalmente quella) per evitare far vivere di luce riflessa chi ormai non lo merita. La risposta é complessa e diciamo che parte dall’interpretazione della filosofía che sta alla base del Breve Intenso Infrequente ereditata da grandi personaggi come Kubik, McRobert, Mentzer, ecc, piuttosto che dalle proibizioni scaturite da un programma statico e codificato ormai piú di 13 anni fa. Il punto fondamentale é che sebbene le premesse originarie sono interessanti e produttive, é mancato fin da subito uno sviluppo che proporzionasse delle soluzioni hai problemi che apparivano con l’applicazione del sistema. Per questo molti atleti di spicco hanno dovuto fare “Modifiche” in corso d’opera che invece di essere studiate ed osservate per dei possibili miglioramenti, sono state fortemente criticate, al punto in cui oggi si sono tutti allontanati dalla “etichetta BIIO”… diciamo che “fare amici” non é stata una grande qualitá in questi anni. Io invece credo che essendo piú flessibili, questo tipo di approccio si possa avicinare alla maggior parte degli appassionati che non hanno molto tempo per allenarsi. Un punto di partenza sarebbe chiarire di cosa si parla ed a questo proposito credo che lo schema che ho disegnato per la rivista ON, possa aiutarci:

BIIOLR

Tra le “modifiche” che utilizzo piu spesso ci sono in primis l’esecuzione degli esercizi non finalizzata alla Serie Target ma all’ottimizazione del Gesto Atletico, la progressione dei microcicli che non é forzatamente legata al 2:1, lo scarico totale lo sostituisco normalmente per uno scarico tecnico (lavorando a  Buffer), aumento del lavoro sulle gambe visto che nei programmi originali é molto sbilanciato a favore del tronco (normalmente aggiungo Pressa il giorno dello Squat e Glute Ham Raise il giorno dello Stacco), utilizzo di Split piú consone alla giusta progressione dei carichi in allenamento.  

  • Come ti alimenti in vista di gare e off-season?

DIPENDE (la parola magica) in questi ultimi 3 anni di gare, anche in “OFF SEASON” sono stato comunque in regime “PALEO” anche se non cosí ferreo come durante la preparazione ovviamente. Questo significa che introduco qualche “Sgarro” ogni settimana e magari in modo occasionale qualche alimento “non paleo”, ovviamente senza pesare nulla.

Per me la cosa piú importante dopo la gara é ritornare ad uno stato di equilibrio psicologico e riprendere forza mentale per affrontare la stagione successiva. Questo significa che PRIMA delle scelte dietetiche, la prioritá é scaricare il cervello dal calcolo di nutrienti, dal pesarsi ed osservare ogni giorno le pliche e tutti quei rituali necessari al controllo giornaliero della composizione corporale.
Ho bisogno di non preoccuparmi piú della dieta… semplicemente cerco di mangiare “Sano” all’80% ed abbandonare tutti quei comportamenti pseudo-vigoressici che adotto nei 6 mesi di preparazione alla gara.
Come saprai non sono un FAN delle fasi di BULKING Estremo perché non mi hanno mai dato ottimi risultati. Si prende un sacco di grasso ed i “muscoli” sono solo acqua-glucogeno-sale che se ne vanno con la fase di definizione. Oltretutto anno dopo anno definirsi in queste condizioni si fa sempre piú difficile e ci vuole piú tempo per smaltire il graso in eccesso. Senza menzionare poi le possibili striature ed il danno metabolico nel caso di esagerare ingrassando.

Quindi cerco di stare intorno ad un 10%-12% massimo nelle fasi di dieta “libera” e mi concentro in OFF SEASON sul migliorare FORZA e POTENZA per poter affrontare poi la successiva fase di construzione muscolare e definizione con carichi significativamente maggiori.

In pratica, riassumendo molto, faccio 5-6 mesi di Dieta Paleo al 70-80% con allenamenti in stile PowerBuilding per poi passare a 6-7 mesi di Ipertrofia e Definizione con dieta EVO molto ferrea ed ovviamente adattata a me e consona alla scheda e alla fase che sto seguendo.

 

  • Quanto è importante, per te, il training mentale?

Tantissimo!! Secondo me é fondamentale. Infatti quest’anno sono anche andato regolarmente ad un centro professionale di “Brain Training”. Senza l’atteggiamento mentale corretto non si va da nessuna parte. Ho conosciuto tantissimi ragazzi che non ottenevano nulla perché non facevano altro che piangersi addosso. É facile afferrarsi alle scuse, concentrarsi su quello che non va, lagnarsi con gli amici e sul Facebook… tutt’altra cosa é credere nelle proprie capacitá, entusiasmarsi nel compiere piccoli obbiettivi, proiettare quello che vogliamo ottenere e lottare fino allo stremo delle forze per raggiungerlo. Sicuramente in molti, prima ancora di una dieta ed una scheda di allenamento, avrebbero bisogno di un buon Coach, altri ancora un ottimo Psicologo.

 

  • Monofrequenza o multifrequenza?

Tutte e due!! Perché afferrarsi ad un “Credo” quando si tratta di RISULTATI? Non parliamo mica di Religione no? Entrambe le strategie hanno i suoi Vantaggi e Svantaggi. A me personalmente piace fare un periodo con Frequenza di allenamento maggiore nei 3 BIG, spesso in FULL BODY in “Off Season” (anche se non arrivo alla multifrequenza dei programmi di PL perché l’obbiettivo per me é comunque diverso) per poi progressivamente “SPLITTARE” la Scheda in AB poi ABC poi ABCD e finalmente ABCDE 6 settimane prima di una gara. Parto con un leggero BUFFER per passare al cedimento tecnico e concludere con tecniche di intensitá sempre piu intense. Ovviamente questo comporta l’aumento dei tempi di recupero, del numero di esercizi per ogni distretto muscolare, dell’intensitá e quindi dell’INFREQUENZA che é progressivamente maggiore. I gruppi carenti comunque cerco di lavorarli quasi sempre 2 volte per microciclo.

  • Cosa ne pensi dei multi articolari? Usi i monoarticolari nella tua preparazione? Se sì, in che percentuale?

Io sono cresciuto con quelli. Formano il cardine dei miei allenamenti sia fuori stagione che in gara. A me piace spingere forte durante la maggior parte degli allenamenti perché semplicemente MI DIVERTE… i monoarticolari ed il pompaggio fine a se stesso, invece, mi annoia da morire perció cerco di dedicargli il minimo tempo possibile. Diciamo che in Off Season la relazione é intorno ad un 90%-10% dei miei programmi mentre in gara posso arrivare al massimo ad un 60-40%.

  •    Tu hai letto il nostro libro e conosci le tecniche e programmazioni OST. Cosa ne pensi?

Come ho scritto nella recensione del libro «Chi non impara dalla storia è condannato a ripeterla». Le informazioni che avete raccolto sono fondamentali perche provengono da una epoca dorata in cui si lavorava sodo e si chiacchierava poco, senza tanti fronzoli e scentismi, ma soprattutto senza l’infuenza di tonnellate di farmaci che correggono facilmente moltissimi errori sia di programmazzione che dietetici. É una raccolta emozionante per chi é appassionato di questo sport. Un libro che non vuole far sparire nel dimenticatoio le gesta dei fondatori di una disciplina straordinaria che oggigiorno é sempre meno popolare in un settore fitness sempre piú impegnato a vendere qualsiasi “cianfrusaglia di ultima generazione” piuttosto che risultati solidi e duraturi. Chissá in un futuro non molto lontano (forse tra 50 anni), in una edizione aggiornata del libro, anche io ed i veri atleti natural di oggi, riusciremo ad avere la nostra piccola recensione in un libro cosí… sarebbe una bella soddisfazione!  

  • Usi integrazione?

Sì, anche se devo ammettere che per me hanno un’importanza marginale. Forse per via del mio peso o forse perche non sono uno che si entusiasma con “l’effetto placebo”, sono una persona che “non sente” i prodotti anche ad altissimi dosaggi (d’altronde se fossero cosí efficaci sarebbero illegali) e quindi non seguo particolari strategie sportive. Nonostante questo durante la maggior parte dell’anno uso supplementi basici come proteine del siero, omega 3, multivitaminico-multiminerale. In prossimitá di gare se ho difficoltá con il sonno uso un blend con melatonina-zinc-magnesio prima di dormire e Acetil Carnitina la mattina. Con gli anni ho provato un po di tutto, ma sia per aumentare la massa che per definirmi faccio in primis i conti con la dieta. Quando quella é apposto, allora posso provare qualche supplemento “alla moda” per vedere cosa succede, anche perché come professionista del settore devo essere informato (sulla mia pelle) e non una banale preda del marketing dei produttori. Quest’anno ho anche provato dei termogenici naturali per cercare di ridurre al massimo il grasso, ma se ti confesso che ho visto effetti più significativi aumentando la quantitá di acqua che bevevo, in molti penseranno che sono fuori di testa… 😉

 

  • Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

In ambito bodybuilding migliorare i miei weak point (Gambe e Braccia) per poter essere competitivo a livello internazionale. É un obbiettivo che vorrei intraprendere in tutta calma considerando anche che, non essendo un principiante, ci vorranno diversi anni per ottenere risultati di spicco. Perció credo mi ritirero dalle gare per un po, con l’intenzione di tornare al massimo del mio potenziale. Mi piacerebbe anche portare i 3 BIG a 170-200-250 e magari fare qualche gara di Powerlifting qui in Spagna. Sul piano professionale spero continuare sempre ad imparare mantenendo una mentalitá quanto piu aperta possibile ma soprattutto evitando come la peste i DOGMI prestabiliti che in passato mi hanno fatto perdere molto tempo prezioso. In definitiva, cercare di ragionare con la mia testa e non sperare che gli altri lo facciano al posto mio…

  • C’è un atleta della Old School a cui ti sei ispirato? Chi ti piace?

Non mi sono mai ispirato a nessuno perché il mio obbiettivo é sempre stato migliorare me stesso, non essere come qualcun’altro. Tuttavia, mi identifico molto con Steeve Reeves perché é un culturista con misure e stazza molto simili alle mie e perció uno dei pochi Natural del passato con cui poter riflettermi. Purtroppo oggigiorno un fisico come quello é giudicato “Secco” o “da Ballerino” e in qualsiasi campionato regionale di Bodybuilding “PRO” si trovano ventenni dopati che giá sono il doppio dopo 2 o 3 anni di allenamento… davvero triste. Credo che ai giovani d’oggi mancano veri riferimenti Natural da seguire. 

  • Facciamo un po’ di gossip. Come è finita la diatriba tra te e Tozzi?

É davvero una lunga storia. Chi vuole conoscere i dettagli puo leggere la lettera aperta sul mio profilo facebook. Da questa esperienza ho imparato sulla mia pelle quanto affermava Bruce Lee “Sperare che la vita ti tratti bene solo perché sei una persona buona, è come sperare che una tigre non ti attacchi solo perché sei vegetariano”. In questi 2 anni di “separazione” ho cercato con caparbietá di portare comunque avanti il lavoro svolto durante oltre metá della mia carriera professionale, sopratutto per tutelare la mia immagine qui in Spagna dove ovviamente la gente mette in relazione “BIIO” con “Hernandez” (in Spagna i “Guru” Italiani non sanno nemmeno che esistano). Ma considerata l’evoluzione avvenuta nel panorama italiano, dovuta in parte all’immagine del suo ideatore, a pubblicazioni di pseudo-ricerche e sfortunati interventi denigratori nei social media, la marca in questione é divenuta ormai oggetto di derisione da parte di tutto il settore fitness e bodybuilding in italia e conseguentemente non ho alcun interesse che questo si rifletta sulla mia persona nel territorio spagnolo. Siamo partiti con la lotta al doping (che difendo a spada tratta) per trasformarla nella lotta contro la Ka$ta Medica, i Vegani, i Powerlifter, Monsanto, i Russi, il Functional, le Kettlebelt e chissá cos’altro ancora. Teorie fantascientifiche, Nexus, pH, Intossicazioni con metalli pesanti, Power Balance, SLA, ecc. qualsiasi cosa faccia discutere, meno ALLENARSI. Percio ho deciso di terminare una volta per tutte ogni tipo di promozione nei confronti del sistema ed il suo ideatore. Andiamo avanti, la vita continua…  

  • E tra te e Master Wallace?

É stato un gioco divertente che abbiamo usato di comune accordo, per scaldare gli animi nel Facebook e divertire chi stava seguendo le pubblicazioni sulla mia preparazione di quest’anno. Roberto Moroni (Mastro Sguallaz) in precedenza per ben 2 volte mi aveva “sfidato” a modo suo in questi ultimi 2 anni, ma ovviamente a quel tempo ebbi l’impressione che si trattasse di una tremenda stupidaggine e lo Bloccai avendo cose migliori da fare con cui perder tempo.  Tuttavia, quando decisi di salire sul palco NBFI, pensai che sarebbe stata un’opportunitá per organizzare un evento spettacolare (anche magari solo come esibizione agli italiani) considerando che tutti e due scrivevamo per Olympians. Una trovata pubblicitaria del tipo “Rocky vs Ivan Drago” o meglio “Arnold vs Mike Mentzer” visto che io difendo l’alta intensitá e lui il volume. Purtroppo non ha accettato, cosi come ha rifiutato anche il poter fare un semplice servizio fotografico insieme. Scrisse che avrebbe fatto foto professionali per metterle affianco alle mie della gara (magari in scala 2:1 come é sua consuetudine fare) e far “giudicare al popolo del web” (che non sbaglia mai perche saggio temo ergo) ma nulla di tutto cío. Alla fine é rimasto tutto “nell’aria”… un vero peccato considerando anche il fatto che avendo vinto il titolo dei pesi massimi, si sarebbe creato maggiore dibattito e visibilitá per entrambi. Ovviamente io quello che dovevo dimostrare l’ho dimostrato dove andava fatto, cioé sul PALCO, mentre lui continua e continuerá con le sue manie di grandezza dietro la tastierina del PC… TEMO.

 

  • Roberto, grazie dell’intervista. Sei un atleta da ammirare! Come possono seguirti i nostri lettori?

Grazie a voi per l’opportunitá di poter condividere un po’ piú di me stesso con i vostri lettori. Possono seguire le mie pubblicazioni ogni 2 mesi su Olympian’s News ed ovviamente gli aggiornamenti sul mio profilo Facebook: www.facebook.com/roberto.amorosi

Alla prossima!

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By | 2016-12-18T21:38:10+00:00 dicembre 27th, 2014|Interviste|0 Comments