Oggi ho il piacere di ospitare e intervistare nel blog un caro amico, oltre che mio coautore: Gianluca Pistore.

G.P. & O.M.P.

Perché lui? Perché quando si vuole parlare del potere della mente, nessuno ha seguito più corsi di lui, nessuno ha letto più libri di lui, nessuno ha seguito con coaching one to one più persone di lui, insomma, a dispetto della sue giovane età, è un’autentica garanzia!

Ecco chi è: 21 anni, 7 libri pubblicati. Amministra la PubliCity S.r.l. società di Web Marketing e Comunicazione. Ideatore di sito-veloce, la prima società a progettare siti efficaci e ultra veloci. Edita il portale di informazione NowCity. È stato Presidente della Commissione Start up, e Sviluppo Aziendale del Forum dei giovani della Regione Lazio. Ha gestito per 6 anni un blog che ha superato 1.000.000 di visitatori. Si è occupato di comunicazione e strategia politica.

Iniziamo subito con l’intervista!

 

  • Ciao Gianluca, presentati ai nostri amici del blog. 

Ciao Oreste! Mi chiamo Gianluca Pistore, ho 21 anni portati come un ragazzino e ho fondato la prima società in Italia a creare Sito-Veloce™ il sito web per aziende e professionisti che vogliono avere più contatti su internet in modo veloce anche se non sanno nulla di informatica. E così mi sono presentato. Ma perché sono qui? Perché da quando avevo circa 14 anni studio e sperimento il potere che ha la mente in ogni area della mia vita (e di tante persone che ho incontrato) e quindi anche l’influenza che ha nello sport e nelle prestazioni fisiche.

  • Raccontaci qualche chicca sulla mente e lo sport.

Ho scoperto di recente la storia di Ilya Prigogine (premo nobel), l’uomo a cui hanno assegnato il premio Nobel per aver condotto una ricerca sulle strutture dissipative. Semplificandola, la sua ricerca dimostrava come mai un bambino che cade dalla bici, risale, poi cade di nuovo e risale all’improvviso diviene in grado di pedalare.

Sotto stress estremo, afferma lo studio di Prigogine, il cervello del bambino si resetta e si programma su nuovi standard imparando così ad andare in bici. Questo ha portato il premio Nobel ad affermare che: «Lo stress è il modo in cui cresce l’intelligenza».

  • Quando è nata davvero l’applicazione di tecniche mentali allo sport?

Ognuno ha una sua datazione preferita. Io credo che la più esatta risalga ai greci che furono probabilmente non i primi ma i più importanti cultori tanto dell’aspetto fisico quanto di quello mentale. Non è un caso che proprio dalla Grecia venivano i migliori atleti ma anche i più grandi filosofi. Uomini intenti a ricercare la bellezza a la cultura tanto nella propria mente quanto nel proprio corpo.  Ovviamente da lì alle tecniche di motivazione che utilizziamo oggi nello sport c’è un balzo enorme, i greci infatti avevano intuito che il corpo allenato fosse straordinariamente efficace per tenere giovane e ben ossigenata la mente. Ma ancora non sapevano bene quanto la mente potesse influenzare i risultati fisici.

  • Molti pensano che queste cose siano solo sciocchezze, come le giudichi tu?

Chi pensa che queste siano sciocchezze è la dimostrazione che queste cose funzionano. Mi spiego meglio: se una persona vuole dimostrarmi che la mente ha un’influenza enorme sui risultati che otteniamo, non c’è modo migliore che dimostrarmi quanto la sua convinzione lo limiti.

Sai, Oreste, quando parli con qualcuno e lo ascolti attentamente puoi capire tanto del suo passato, del suo presente e del suo futuro. Quando parlo con un atleta e mi racconta i suoi limiti io so che ha determinato fin dove potrà arrivare. Attento: anche quando parli con chi ha obiettivi, ha posto un limite. Chi ha come obiettivo quello di sollevare 10 kg in più rispetto al proprio massimale difficilmente ne solleverà 40.

  • Qual è la prima cosa che dovrebbe fare un atleta che vuole approcciarsi a queste strategie?

Dovrebbe convincersene profondamente. So che può sembrare una cosa scontata o superflua ma è proprio questa la base. Mi spiego: qui non è che puoi dire “adesso vedo se la convinzione mentale funziona, se mi dà risultati allora ci credo”. Non stiamo parlando di fede in una religione, stiamo parlando del fatto che molto del lavoro che devi fare lo farà proprio la convinzione quindi prima devi convincerti che è possibile e poi puoi farcela e non il contrario. Il problema è che questo è difficilissimo. Per questo esistono degli strumenti come il nostro racconto che ti facilitano la strada (sì, sono decisamente interessato nel dirlo 🙂 )

  • Svelaci qualche trucco particolare che usi tu.

Siccome prima ho rubato un po’ di spazio per promuovere il nostro libro, per farmi perdonare svelerò ben due segreti che utilizzo durante il mio allenamento. Il primo lo utilizzo soprattutto durante le distensioni in panca piana (giusto per informazione dei lettori: io mi alleno solo con metodiche OST e con i consigli di Oreste). Quando afferro il bilanciere, prima di staccarlo dai supporti, eseguo uno screening del mio corpo, osservo i punti in cui mi sento più forte, di solito nelle mani e da lì faccio partire come un’onda di forza che si espande in tutto il corpo e si concentra nel petto e nei muscoli coinvolti nell’esecuzione delle distensioni su panca. Poi le eseguo.

Un altro valido supporto è l’utilizzo dei colori. Immagina una situazione in cui ti sei sentito forte, adesso dimmi che colore ti viene in mente pensando alla forza. Fallo spontaneamente e naturalmente. Adesso quando ti troverai a fare un esercizio immagina i tuoi muscoli di quel colore, visualizzalo intensamente e noterai uno splendido aumento di forza.

  • Arnold usava spessissimo tecniche di visualizzazione mentale, come funzionano?

Arnold è stato straordinario nell’utilizzare la visualizzazione sia nella vita che nello sport. Lui stesso ha ammesso che, ad esempio, allenando i bicipiti li immaginava esplodere e riempire tutta la stanza. Non è un caso infatti che sia ricordato per avere delle braccia mostruosamente grandi.

  • Nel futuro cosa dovremmo aspettarci dalla psicologia dello sport?

Alcuni studi hanno dimostrato che è possibile aumentare la massa muscolare fino al 30% semplicemente con l’immaginazione, senza sollevare un dito. Non credo che smetteremo di allenarci e faremo tutto mentalmente perché perderemmo il piacere del sudore e del dolore che proviamo quando stiamo sotto il ferro. Ma sono convinto che nel futuro l’allenamento mentale avrà uno spazio importante tanto quello fisico e tanto quanto quello tecnico. In fin dei conti se è la mente a comandare il corpo, perché non allenarla a farlo?

  • Fisica quantistica e psicologia dello sport, quali convergenze e quali divergenze?

La fisica quantistica è straordinaria. C’è ancora tantissimo da studiare e spesso le ipotesi che vengono fornite da questa scienza mettono in discussione teorie ritenute certe per tantissimo tempo. Ma non è un caso che gli uomini che sostenevano che fosse la Terra a girare attorno al Sole e non viceversa vennero presi per pazzi. Cosa aspettarci nel futuro è un mistero, certamente la fisica dei quanti è una straordinaria opportunità e ci è più vicina di quanto pensiamo. Ad esempio, ti è mai capitato di avvertire una sensazione di pericolo e poi scoprire che eri veramente in un contesto pericoloso? A me è capitato spesso di guardare in una direzione in cui avvertivo pericolo e dopo poco veder scoppiare una rissa, o di avvertire una strana sensazione, decelerare e poi ritrovarmi in un tamponamento a catena.  Noi tutti siamo fatti d’energia che scambiamo continuamente con tutta la materia che è attorno a noi, con gli oggetti, con gli esseri viventi e con l’universo. Siamo indubbiamente parte di qualcosa di più grande, alcuni lo chiamano Dio, altri Natura, altri sono convinti di essere loro il centro dell’Universo. Non importa tanto questo, quanto renderci conto che siccome facciamo parte di un sistema siamo influenzati da esso ma abbiamo anche la possibilità di influenzarlo e di “sfruttarne” la sua energia per raggiungere i nostri obiettivi.

 

Grazie della bellissima intervista, Gianluca! A presto!