Oggi ho il piacere e l’onore di intervistare un mio docente ai master presso la FIF, Fabio Zonin. – (Attenzione: ho lasciato FIF nel 2012 per cui non possiedo più il titolo di master FIF. Ora i miei titoli sono: Master SFG (StrongFirst), Pure Power Academy Chief Instructor e Primal Move National Director. – nota di Fabio Zonin)

Zonin

Iniziamo subito con l’intervista!

  • Ciao Fabio, presentati ai nostri amici del blog.
  • Ciao a tutti! Sono Fabio Zonin, Strength Trainer e Killer Part-Time.

  • So che sei spesso in viaggio tra l’Italia e l’estero, qual è la principale differenza tra le nostre metodologie e le metodologie d’oltreoceano?
  • “Tutto il mondo è paese!”. Non ho trovato differenze così abissali fra la nostra realtà e quella internazionale. La maggior parte della gente, anche oltreoceano, si allena secondo le classiche metodologie del fitness, le stesse che ritroviamo anche qui nelle palestre commerciali. A dire il vero, soprattutto nelle palestre americane appartenenti alle grosse catene di fitness, la qualità è ben più scarsa che da noi (lo so, sto distruggendo un mito!). Nella maggior parte di esse, infatti, la sottoscrizione di un abbonamento conferisce il solo diritto all’utilizzo delle attrezzature, e non include la consulenza di un istruttore. Si vedono perciò tantissime persone che si allenano secondo programmi scopiazzati da qualche rivista di fitness (o peggio, qualche rivista rosa) o da qualche sito web, e che hanno appreso la “corretta” esecuzione degli esercizi tramite la famigerata “Università di YouTube”. Ed ecco che ti ritrovi di fronte le controfigure di Johnny Bravo, i BicipitoPanzaSauri, le CardioCulone e i FunctionalClowns che fanno juggling con un kettlebell mentre eseguono un pistol squat in equilibrio sopra una tavoletta propriocettiva poggiata su un Bosu messo sottosopra. La “zona criceti” (sala cardio, NdT) è super-affollata, e così lo sono le macchine isotoniche e le panche piane, mentre i power rack (quando ci sono) giacciono dimenticati in un angolo tetro e solitario. Sono pochi quelli che hanno una vaga idea del perché fanno ciò che fanno e, fra questi, sono pochi quelli che lo fanno bene. Attenzione però!!! Non ci sono solo le palestre commerciali! Esistono quelle piccole realtà di nicchia, quei piccoli centri locali, gestiti da seri coach e veri atleti, dove il ferro regna da sovrano. Sono quei luoghi che si è fortunati se hanno un surrogato di spogliatoio ricavato da un ripostiglio, e che hanno visto l’aspirapolvere forse una volta, il giorno prima dell’inaugurazione, ma dove si predica realmente il verbo del ferro e della ghisa. Zero apparenza, tutto contenuto! Ecco, se prendiamo come punto di riferimento questi centri, allora possiamo parlare di metodologie, e andare ad analizzare le differenze rispetto alle nostre. In generale, soprattutto in USA, la tendenza è di semplificare tutto fino all’osso, mentre da noi, e nell’Europa dell’est, si tende a rendere tutto molto complicato e macchinoso. L’approccio USA è molto minimalista, e così lo è la stragrande maggioranza dei loro programmi:

    • Get the biggest bang for your Buck” – Ottieni il massimo “botto” dal tuo Dollaro.
    • If it’s important, do it everyday. If it’s not, don’t do it at all!” – Se è importante, fallo ogni giorno. Se non lo è, non farlo affatto!

In generale in USA non si perde troppo tempo a chiedersi perché una strategia allenante funziona: ci si limita a prenderne atto e utilizzarla. I loro programmi di allenamento sono perciò veramente semplici e lineari, e spesso anche molto efficaci (almeno per atleti da “zero” a livello intermedio). Noi europei siamo invece alla continua ricerca dei perché, dobbiamo trovare una spiegazione scientifica a tutto, come se tale spiegazione potesse in qualche modo cambiare il risultato finale. E più la spiegazione è complessa, più ci appare plausibile.  I nostri siti web e i forum sono pieni di atleti che si sono dimenticati di essere atleti e si comportano da ricercatori, che passano il loro tempo a discutere su come il mTor di qua e l’HSL di là possano influire sulla sintesi proteica e sulla sensibilità all’insulina in caso di grandine e perciò, calcolando il coseno dell’angolo di inserzione del capo lungo del bicipite brachiale nel processo sovraglenoideo della scapola… ecc. ecc.  Sto dicendo che gli americani sono meglio di noi? Assolutamente no! La tua domanda mi chiede quali sono le differenze metodologiche che ho riscontrato, e io ho risposto. Molti programmi europei (in particolare quelli provenienti dall’Europa dell’est), seppur molto più complessi rispetto a quelli americani, sono incredibilmente efficaci, soprattutto per gli atleti avanzati. Se mi si chiedesse un’opinione personale, la mia risposta sarebbe che gli americani hanno molto da imparare da noi europei, e viceversa. Get The Best Of Both Worlds!!!

  • Chi è il coach con le idee più importanti nel mondo dei pesi?
  • Personalmente non vedo un solo coach, ne vedo molti! E con idee spesso in contrasto fra loro. La storia ci insegna come molti uomini hanno ottenuto un successo notevole grazie a una sola idea. Solo che si trattava di un’idea che nessuno aveva mai avuto prima. Nel mondo dei pesi credo non ci sia nulla di nuovo da almeno una cinquantina d’anni. Però alcuni coach hanno trovato un modo nuovo di riproporre una strategia già usata in precedenza. Il segreto del successo di molti coach è stato quello di saper uscire dai vecchi schemi, pur non proponendo nulla di nuovo. Non so se ti hanno mai proposto quel test che prevede di unire 9 punti disposti lungo i lati e al centro di un quadrato (fig.1). È necessario farlo tracciando 4 linee rette contigue, senza mai passare sopra una riga già tracciata in precedenza, e senza mai staccare la penna dal foglio. La maggior parte della gente vede un quadrato, e cerca di risolvere il problema disegnando all’interno del suo perimetro. E immancabilmente fallisce! Per risolvere il problema è necessario disegnare 4 linee contigue che fuoriescono dal perimetro del quadrato. Per risolvere il problema è dunque necessario avere abbastanza fantasia da uscire dagli schemi e, soprattutto, trovare il coraggio di farlo (Fig.2)!

 

Fig. 1

Fig. 1

Fig. 2

Fig. 2

Cito i nomi dei coach con cui ho avuto il piacere e l’onore di essere stato in contatto recentemente, che hanno avuto la capacità di uscire dagli schemi. Tutti loro hanno lasciato degli insegnamenti che, almeno per quanto mi riguarda, hanno fatto la differenza:

  • Pavel Tsatsouline (embeh, lui non poteva che essere in cima alla mia lista)

  • Dan John

  • Mauro Di Pasquale

  • Boris Sheyko

  • Judd Biasiotto

  • Mark Reifkind

  • Dietmar Wolf

  • John Broz

 

  • Kettlebell per massa e forza, molti atleti della Old School li usavano. Tu che ne pensi?
  • I kettlebell, grazie al fatto che il loro centro di massa è decentrato rispetto all’impugnatura, permettono di eseguire tutta una serie di movimenti balistici (swing, clean, snatch, ecc.), e in questo contesto sono incredibilmente efficaci, oserei dire quasi insostituibili. I kettlebell costituiscono quindi un ottimo implemento per allenare la forza esplosiva, per il conditionig, ecc. Per il resto sono un peso! E, in quanto tale, si adattano perfettamente alle esigenze di chi si allena per massa e forza. Solo che in questo caso è necessario utilizzare kettlebell pesanti! Mentirei spudoratamente se dichiarassi che è possibile allenarsi per massa e forza con un kettlebell ricoperto di plastica rosa del peso di 4 Kg! Per massa e forza è necessario muovere pesi rilevanti, e così devono essere le taglie dei kettlebell. Nel mio arsenale personale possiedo kettlebell fino a 92 Kg!

  • Qual è il testo o l’allenatore che ha dato più influenza nella tua formazione?
  • Anche qui fornirti un singolo titolo o un solo nome sarebbe veramente riduttivo. La mia formazione, come quella di chiunque abbia avuto la fortuna di essere stato parte del gioco del ferro per molti anni, è una sorta di puzzle composto da innumerevoli tasselli. Solo che in questo caso si tratta di tasselli presi da confezioni diverse. Prima ho detto “Best Of Both Worlds” (che è anche il titolo di un brano dei Van Halen), riferendomi alle metodologie americane vs quelle europee, ora mi prendo la licenza di modificare la frase in “Best Of All Worlds”. Innumerevoli sono stati i testi che ho letto e moltissimi gli allenatori di rilievo con cui ho avuto la fortuna di confrontarmi, e credo di aver tratto degli insegnamenti da ognuno di essi. Cito in ordine cronologico:

    • Maestro Dello Sport Carlo Gamberini (Sempre nel mio cuore, che riposi in pace)

    • Emilio They (Un grande fra i grandi, che riposi in pace)

    • Marco Neri

    • Antonio Paoli

    • Mauro Di Pasquale

    • Pavel Tsatsouline

    • Dan John

    • Mark Reifkind

  •  Cosa ne pensi dell’affermazione secondo la quale sono gli esercizi fondamentali quelli su cui si dovrebbe soffermare un principiante per il 90% e un intermedio per l’80% circa?
  • Mi permetto di assegnare un buon 100% agli esercizi fondamentali per il principiante. Io la vedo così: prima è necessario apprendere con maestria gli schemi motori fondamentali, per poi sovraccaricarli. Bisogna innanzitutto creare una base di mobilità, stabilità e coordinamento motorio. A questo punto è necessario diventare forti. Da questa base è possibile sviluppare le qualità ricercate dal singolo, che si tratti della potenza, dell’endurance o dell’ipertrofia. E nel quadro iniziale non vedo questa grande utilità degli esercizi accessori/di isolamento. Per gli atleti intermedi e avanzati il discorso è diverso, ma non mi sento di assegnare una percentuale. La mia opinione personale è: dipende. Quando un artista scolpisce una statua, parte dalla roccia grezza e v’imprime una forma. Man mano che l’opera procede, l’artista si prende sempre più cura dei particolari, passando da una visione d’insieme a una sempre più dettagliata. E a volte deve munirsi di stucco, per riempire i buchi lasciati da uno scalpello troppo aggressivo. Più l’artista è bravo, meno avrà bisogno di ricorrere allo stucco. Io vedo gli esercizi accessori/di isolamento come lo stucco. Vanno usati con parsimonia e solo quando è strettamente necessario per rifinire al meglio l’opera!

  • Fullbody e multifrequenza allenante. Quali sono le tue idee a proposito?
  • Premetto che nella mia esperienza di atleta e allenatore credo di averle provate tutte: Total Body, Split-2, Split-3, Split-4, un muscolo al giorno, German Volume Training, Heavy Duty, Metodo Vince Gironda, Soluzione del 4%,… di essermi allenato quattro, cinque, tre, due volte la settimana, due volte al giorno… di aver allenato lo stesso muscolo in tre giorni adiacenti, ogni 14 giorni… di aver essermi allenato all’esaurimento, con tecniche di intensità che vanno dalle forzate+negative al rest pause e allo stripping, e di essermi anche allenato con un buffer del 50-70%. Pensa a una metodica di allenamento che puoi aver letto da qualunque parte, e vai tranquillo che l’ho provata! E ti dirò anche che da molte ho tratto dei benefici più o meno importanti, come da molte altre ho ottenuto degli infortuni più o meno seri. Non mi sento di sputare sui piatti dove ho mangiato, ma se devo dirti qual è la mia preferenza attuale, propendo per l’allenamento fullbody in multifreuenza con buffer del 30-50% e con soli esercizi fondamentali. Praticamente vivo di pane e… anzi, di carne e squat, stacco, panca, military press, pullups e loro varianti. E logicamente condisco il tutto con i kettlebell!!!

  • Che consigli dai ai nostri lettori che vogliono guadagnare quei cm in più sui muscoli e quei kg in più sul bilanciere?
  • Allenatevi! Fatelo con costanza, qualità e tecnica corretta. Ma soprattutto con testa! Sono rimasto molto colpito da una frase detta dal Dott. Judd Biasiotto all’ultimo Convegno Nazionale Della Forza StrongFirst-AIF-FIPL, e credo che non ci sia momento migliore per citarla: “Mentre altri atleti vincevano le gare allenandosi dalle spalle in giù, io ho stabilito il mio record mondiale di squat grazie al fatto che ho saputo usare ciò che avevo a disposizione dalle spalle in sù!”.

  • Come ti stai allenando adesso?
  • Un programma full body in stile sovietico che prevede 4 sedute settimanali, tutte a base di squat, stacco, panca e military press e che si basa sull’ondulazione dei carichi. Roba tosta! Ma incredibilmente efficace!

  • Ci sono tuoi seminari prossimamente?
  • Trovi tutto qui: purepower.infowww.strongfirst.it. In più sono previste alcune date all’estero (Spagna, Brasile, USA e Israele) che verranno promosse localmente.

  • Se i nostri lettori volessero contattarti, come potrebbero farlo?
  • Tramite il mio profilo https://www.facebook.com/fabio.zonin.1, sulla mia pagina professionale su facebook https://www.facebook.com/pages/Fabio-Zonin/541450889227832 oppure scrivendomi a info@fabiozonin.it.

  • Grazie Fabio per la disponibilità e gentilezza!
  • Grazie a te! È stato un piacere!

Alla prossima con altre entusiasmanti interviste!

P.S.:  Scarica il report gratuito sulla OST, http://oldschooltraining.net/report-gratuito/