Intervista a Corrado Siragusa

Oggi abbiamo il piacere di ospitare sul nostro blog OST il campione del mondo RAW della WDFPF (world drug free), Corrado Siragusa.

Corrado Siragusa

Iniziamo pure.

  • Ciao Corrado. So che non hai bisogno di presentazione, ma fallo ugualmente per i neofiti del nostro blog.

Ciao Oreste e grazie sempre per la stima e le belle parole nei miei confronti. Sono un docente di italiano, per stranieri, di 31 anni con una forte passione per lo sport. Prima di iniziare a spostare ghisa mi sono cimentato nel “classicissimo” calcio, nella corsa (correvo i 10000 mt) e nel rugby. Proprio grazie a quest’ultimo devo la conoscenza dell’allenamento della forza e dei suoi esercizi principali.

  • Sei reduce da importanti vittorie nazionali e internazionali. Raccontaci la tua esperienza al campionato del mondo.

Una bellissima esperienza in un posto abbastanza “fuori mano”: Chisinau, in Moldavia.  Atleti molto forte e una categoria – la -100kg – molto agguerrita ed equilibrata. Ho vinto con 750 kg di totale (272,5 – 160 – 312,5) al termine di una grande e avvincente battaglia.

  • Perché il PL raw?

Perchè amo la forza in tutta la sua essenza cruda, raw appunto. Non mi interessano più di tanto maglie e corpetti, sebbene mi affascinino quegli atleti che usano ,e anche bene, questo tipo di attrezzatura facendo pesi importanti. 

  • Perché la WDFPF?

Una delle domande che mi vengono rivolte più spesso. Ho iniziato in WDFPF nel marzo del 2011 , sconoscendo altre sigle e federazioni (se non quelle locali che, per l’appunto, si appoggiavano alla WDFPF).  Sia per la frequenza continua delle gare raw, sia per la possibilità di non dover percorrere lunghi tragitti,  sono sempre rimasto nell’orbita di questa federazione, senza pormi grossi problemi nel relazionarmi con altri colleghi di altre sigle. Chi mi conosce, di presenza o virtualmente, mi rispetta come persona e come atleta, non per i miei titoli o record in una federazione piuttosto che in un’altra.  Ho subìto attacchi (ingiustificati. Io mi presento come Corrado, non come campione di qualcosa) da gente che di totale fa la mia entrata di squat e complimenti e lusinghe dai più grandi nomi del powerlifting italiano. E’ anche questo un motivo di vanto e di orgoglio personale.

  • Quanto ti sei allenato? Che preparazione hai usato?

Come detto sopra, ho iniziato circa quattro anni fa.  Non avendo la più pallida idea di come si strutturasse un allenamento da pl, mi sono affidato a ciò che passava internet. Dapprima il ciclo russo di “smartiana” memoria, per poi passare ai più consolidati programmi di Boris Sheyko. Devo essere sincero: non ho mai seguito in maniera ortodossa queste tabelle, preferendo più un allenamento istintivo in base alla voglia e alle energie della giornata in cui mi allenavo/ alleno. Istinto, voglia di sapere e interminabili chiacchierate con l’amico Mario Civalleri, e voglia di mettermi alla prova, mi hanno fatto approdare al West Side di Louie Simmons, un programma che mi ha fatto “divertire” parecchio. Le nuove linee di pensiero affermano che il divertimento alla lunga non paghi: io ho giocato con triple a 260 di good morning (esercizio molto amato da Simmons) e ho visto salire 320 di stacco in gara,  nonostante non avessi mai eseguito quest’ultimo in tutta la preparazione. 

  • Quante volte alleni le tre alzate da gara nella settimana?

Nel periodo di volume grosso, come l’attuale, faccio due sedute di squat, due di stacco ( nella prima “frammento” il regular in deficit o pin pull; nella seconda solo sumo) , e tre di panca, per un totale di 4-5 allenamenti a settimana. A circa due mesi da una gara inizio ad inserire degli esercizi del metodo coniugato per riprendere confidenza coi carichi pesanti. E’ più una questione psicologica che fisica.

  • Quanto tempo prima delle gare provi i massimali?

Quando sono in vena. Un mese, due mesi o anche 10 giorni prima. Svolgo questi test solo per avere dei feedback di base. In gara so che è tutt’altra storia.

  • Cosa ne pensi della Old School? Usi qualche tecnica o esercizio OST nei tuoi allenamenti?

Nella mia prima tana, un sottoscala di 6 mq per 2 di altezza, avevo a disposizione un bilanciere zigrinato da 25mm , circa 100kg di dischi, un tubo innocente, un semi-rack e una panca acquistata in un centro commerciale.  I miei allenamenti erano solo old school: panca piana e inversa – distensione sulla testa in ginocchio – rematori – stacchi e squat. Allenarmi con questo metodo e in queste condizioni mi ha sicuramente permesso di mettere su una forza fisica e di volontà superiore a qualsiasi  altro aspirante body builder assistito da ogni tipo di macchinario e comodità.

  • Hai allenato qualche tuo atleta in stile OST?

Cambiata la tana e creata la Spartan (associazione sportiva totalmente autofinanziata), un sostanzioso gruppo di ragazzi ha deciso di seguirmi , allenandosi seriamente coi pesi.  C’è chi però, per un motivo o per l’altro, non ha potuto e non può seguire un programma “ da powerlifting”. Così, con l’ausilio del vostro libro e dei preziosissimi consigli, ampiamente e dettagliatamente elargiti sul gruppo OST, ho creato alcuni protocolli di lavoro incentrati quasi esclusivamente sui programmi old style: tanto volume su esercizi basilari, pochi complementari, carichi crescenti per 8-12 settimane.

Libro OST

Libro OST

Considerando che chi usa questo metodo è gente che lavora 10 ore al giorno e che può ritagliarsi  appena 60′ la sera,  i risultati che stiamo vedendo – in termini di forza e di  condizionamento muscolare – sono tutt’altro che indifferenti.

 

  • Che importanza dai all’aspetto mentale del training?

Fondamentale. Credo di essere arrivato  ai miei traguardi grazie a una grandissima volontà.  Come tanti atleti ho subìto parecchi infortuni, ma non mi sono mai lasciato abbattere. Nel 2011, agli albori di questa mia carriera da pesista, in un placcaggio mi lesionarono tibia e perone, lesionandomi  seriamente perfino il lca del ginocchio sinistro.  Per i medici sarei ritornato a camminare dopo tre mesi. E’ stata durissima ma ricordo con quale forza salivo le scale della  Spartan per allenare tutto ciò che potevo, compresi stacchi da terra a un piede e squat bulgari.  Riabilitatomi più in fretta del previsto, dopo appena 50 giorni dall’infortunio andai a fare una gara di stacco, vincendo e migliorando il mio personale di 15 kg.  Da lì non mi sono più fermato.

  • E alla dieta?

In preparazione do assoluta priorità agli alimenti che mi permettono una maggior resa in allenamento. Se in off season non bado alla quantità di pasta e condimento che ho nel piatto, all’inizio  del count down dei 90 giorni alla gara inizio a mettere – amaramente – da parte la quantità per dedicarmi, tristemente, alla qualità di ciò che mangio.  In genere assumo circa 2500 / 3000 kcal,  arrivando talvolta a 6000 quando lo stress è maggiore ed è necessario concedersi una tregua.

  • La tua ragazza ti segue e ti appoggia. Quanto è importante per te il suo sostegno?

Fondamentale.  Sa bene quanto io senta una gara e fa di tutto per aiutarmi e tranquillizzarmi. Inoltre, quando può, mi accompagna in giro per l’Italia e l’Europa,  facendo sì che ad ogni gara insieme si leghi un ricordo di noi.  Non posso chiedere e chiederle di più.

  • So che stai creando una bella realtà in Sicilia riguardo il PL, ce ne vuoi parlare un po’?

Assieme ad un gruppo di amici di diverse provincie siciliane abbiamo avviato un progetto di gare e allenamenti collegiali per i ragazzi.  Pochissime risorse a disposizione ma tanta voglia di fare e di divertirsi.  I ragazzi e i loro genitori sono contenti, e il powerlifting ne trae pubblicità e consenso. Cos’altro pretendo?

  • È stato difficile trovare sponsor per le gare?

A essere sincero, non ho mai chiesto nulla. I primi contributi sono arrivati in modo del tutto spontaneo da amici commercianti, desiderosi di incidere il loro nome sulla maglietta di questo loro compaesano in giro per il mondo. Pian piano che successi e visibilità sono aumentati, il Comune di Montemaggiore Belsito ha deciso di darmi una mano, impegnandosi a versarmi un contributo a fronte di ogni trasferta nazionale ed estera; inoltre, grazie all’interesse di un mio caro amico, ho ricevuto anche il sostegno di un’azienda che produce integratori alimentari, la Lyomass di Bolzano.

  • Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? Il prossimo campionato del mondo in Sicilia?

L’obiettivo principale  personale si chiama 800 kg di totale.  Intanto, cercherò di dare la caccia ai wr di stacco ,(sempre WDFPF) fermo da troppo tempo a 330, e quello sul totale, 765 kg. La prima occasione sarà l’europeo di aprile a Cork, in Irlanda, poi seguirà appunto il mondiale di Gela a novembre, sebbene non sia del tutto sicura la mia partecipazione a quest’ultimo evento.

  • Raccontaci qualche aneddoto divertente sulle tue competizioni e sui tuoi avversari.

Il pl non è uno sport diffusissimo, quindi ti ritrovi lì sempre con gli stessi amici e le stesse facce a chiacchierare delle solite vecchie cose.  E soprattutto, incontrare gli stessi e unici personaggi: il tizio che si riscalda cinque ore prima e che va fuori gara per stanchezza, dopo aver provato nel warm up le tre alzate per vedere “se ce le ho nelle gambe!”; il  tecnico  della postura: dalla prima gara mi dice che prima o poi mi farò male, io supero i 300 lui sta a 162,5. Per 90 kg di peso corporeo;  il  campione assoluto di tutto che, però, quel giorno lì non è in forma e benedice la mia sicura vittoria, rosicando alla morte. Però, tra tanti personaggi strani, divertenti e ambigui, ho avuto l’immensa fortuna di  creare nuove e bellissime amicizie: penso a Claudione, agli amici sardi e piemontesi, al mio grandissimo avversario Ramon Gysin, un ragazzo svizzero col quale ci siamo giocati  titoli internazionali di categoria e assoluti negli ultimi due anni, in assolutà lealtà e amicizia.

  • Grazie mille Corrado. Per chi volesse allenarsi con te, qual è l’indirizzo della tua palestra?

Grazie a te, Oreste, e a tutti gli amici di OST. Potete passare dalla pagina fb “Spartan Powerlifting”, oppure – e ne sarei onorato – venirmi a trovare direttamente in palestra, a Montemaggiore Belsito, provincia di Palermo.

Alla prossima intervista!

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