Il Bodybuilding È Nudo!

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Il Bodybuilding è nudo!

Libero adattamento de “I VESTITI NUOVI DELL’IMPERATORE“, di Hans Christian Andersen

“C’era una volta un uomo che amava tanto il bodybuilding da spendere tutto il suo patrimonio per arricchire la sua libreria.
Aveva un libro per l’alimentazione del mattino, uno sfarzosissimo per l’alimentazione dei giorni di festa, uno per le occasioni importanti, e così via anche per l’allenamento in palestra.
Insomma, come di un re si dice: << È occupato in Consiglio >>, di lui bisognava dire:<< È nei suoi appartamenti a leggere un altro libro >>.

Un giorno nella capitale, molto frequentata come tutte le grandi città da gente di tutte le risme, arrivarono due Personal Trainer imbroglioni belli e buoni, veri artisti nel trovare espedienti per vivere alla spalle degli altri.
In verità i due uomini erano già a conoscenza della debolezza dell’uomo per i bei libri, e così sparsero la voce di essere scrittori abilissimi, capaci di vendere i libri sulla cultura fisica più belli del mondo.
Non solo i colori e i disegni erano splendidi, ma il testo confezionato con quel tipo di struttura, possedeva una qualità meravigliosa: non venivano capiti dalle persone stupide o incapaci nel loro lavoro.
<< Ma è fantastico!>> pensò l’uomo.
<< Così oltre ad avere libri di rara bellezza, potrò finalmente smascherare gli uomini stupidi e inetti! Quel testo mi è indispensabile!>>

Così diede ai due una forte somma perché iniziassero subito il lavoro.
<< Caro signore, per metterci in grado di lavorare dovrebbe darci una stanza, una stampante, una penna e un calamaio antico>> dissero i falsi trainer imbonitori.
E vennero accontentati.

Poco dopo i due imbroglioni erano già al loro posto e, senza carta, fingevano di lavorare.
Per un po’ i giorni passarono tutti uguali.

La comunità dei personal trainer era a conoscenza della faccenda e ognuno moriva dalla voglia di scoprire come sarebbe andata a finire.

L’uomo, dal canto suo, non stava più nella pelle dalla curiosità. Smaniava di vedere il famoso libro ed era sicurissimo che per lui non sarebbe stato difficile da capire.
Comunque era meglio mandare qualcun altro a vedere come procedevano i lavori: l’uomo decise così di mandare dai due personal trainer il suo vecchio professore dell’ISEF.
<< Di lui sì che posso fidarmi!>> pensò.
<< È sempre stato un uomo saggio e preciso nel suo lavoro. Sicuramente riuscirà a vedere la qualità,>>
Il buon professore, non senza timore, si recò allora nella sala dove i 2 personal trainer sembravano lavorare alacremente.
Quale non fu la sua sorpresa nel vedere, anzi, nel non vedere nulla sul banco!

<< Buon Dio!>> pensò. << Vuoi vedere che sono diventato uno stupido? Non vedo nulla e non capisco niente!>>
Naturalmente si guardò bene dal dirlo. Mentre era ancora lì con la bocca spalancata per lo stupore, i due imbroglioni lo invitarono ad avvicinarsi.
<< Venite, venite pure avanti, Eccellenza! Allora, che cosa ne dite dei disegni e del testo? Meravigliosi, vero? Non esiste al mondo nulla di più raffinato!>>
<< Oh, sì, sì!>> rispose a mezza voce il professore.
<< Mai visto niente di più bello>> e così dicendo inforcò gli occhiali come per vederci meglio. Ma vedere che cosa, dato che non c’era nulla?
Intanto i due continuavano a infarcire i loro discorsi di paroloni e di aggettivi esagerati: vantavano l’originalità dei disegni, la ricercatezza del testo, la delicatezza delle sfumature linguistiche…
Il vecchio professore cercava di tenere a mente tutto quanto gli veniva detto per riferirlo poi pari pari all’uomo.
Sì, perché chi avrebbe osato dire di non avere visto nulla? Sarebbe stato come darsi dello stupido da solo. Così i due falsi personal trainer poterono continuare il loro “lavoro”, chiedendo ancora denaro, oro e inchiostro.
Passarono altri giorni e l’uomo, sempre più curioso e impaziente, mandò uno dei suoi più fidati colleghi dai personal trainer per controllare a che punto fosse quell’interminabile lavoro. Naturalmente anche il collega rimase di sasso come il professore quando si trovò di fronte al telaio vuoto.

<< Non è possibile>> si disse. << Se l’uomo sapesse che non vedo nulla non mi riterrebbe più degno del mio lavoro e non mi riterrebbe più suo stimato collega!>>

E così decise anche lui di fare buon viso a cattivo gioco.
Alle continue domande dei personal trainer scrittori sulla bellezza delle foto e sull’originalità del testo, il funzionario rispondeva che tutto era di una magnificenza incomparabile… e la stessa cosa disse quando, ritornato a casa dell’uomo, si trovò faccia a faccia con il suo vecchio amico e collega.
Ormai nelle palestre non si parlava d’altro che di questo libro straordinario.

La settimana seguente l’uomo decise di andare di persona dai personal trainer.
Si fece accompagnare da un gruppetto di uomini fidati, dal vecchio professore e dal collega che, a dire la verità, tremavano dalla paura.
Giunti nella famosa stanza, il professore fu il primo a rompere il silenzio esclamando:
<< Signore, guardate che splendore! Il disegno e il testo sono in tutto e per tutto degni della sua bravura!>>

L’uomo si avvicinò al tavolo, ma non riusciva a profferire parola.
<<Povero me >> pensava << che guaio! Se ammetto di non vedere niente è come se dichiarassi che non sono degno di fare questo lavoro!>>

E dopo un attimo di smarrimento, gridò: << Ma è magnifico! Sono più che soddisfatto!>>

Il seguito di persone al suo fianco fece coro a quelle parole con elogi sperticati.
E gli scrittori?
Beh, inutile dire che se la ridevano sotto i baffi!
<< Signore >>, disse a un tratto il professore << perché con questo libro non vi fate confezionare l’allenamento per la gara nazionale del prossimo mese?>>
<< D’accordo >>, disse l’uomo.
E per invogliare i personal trainer a lavorare sempre meglio, li fece insignire di una nuova onorificenza inventata lì per lì: quella dell’Ordine dei Cavalieri dell’Imperial Regia Allenante.

La notte precedente alla grande manifestazione i due personal trainer lavorarono senza sosta alla luce delle candele.
Intingevano la penna nel calamaio con alacrità, finché la mattina seguente, di buonora, fecero sapere che il libro e l’allenamento erano finiti.

L’uomo fece subito chiamare i personal trainer.

<< Signore >>, dissero i due furfanti << ecco la nostra opera ultimata. Guardate come sono belle le frasi. Per non parlare poi delle fotografie e delle programmazioni: non è una cosa meravigliosa? Come vedete, il tutto è di un’opera così leggera che non l’avvertirete neanche, una volta presa in mano. Possiamo avere l’onore di porgerla, signore?>>

L’uomo si piazzò subito davanti a una specchiera, si tolse dalle mani altri libri che aveva con sé e si affidò ai due imbroglioni, che con una mimica studiata fin nei minimi particolari finsero di porgere il libro nelle mani dell’uomo.

Alla fine l’uomo si convinse di avere tra le mani un libro stupendo.
Eppure lo specchio parlava chiaro: era senza nulla in mano!
La pletora di colleghi si dimostrò entusiasta:
<< Che bel libro, Signore! È certo il migliore della vostra libreria!>>

E così, tra un complimento e l’altro, arrivò l’ora della gara.

L’uomo vanitoso si diede un’ultima occhiata allo specchio per controllare che fosse tutto a posto col testo e ordinò a un istruttore di sala di raccogliere da terra la cintura da gara e di tenerla ben alta.
Lungo il corridoio per entrare nel palazzetto della gara, una folla vivace e curiosa si era radunata per vedere finalmente il favoloso, e tanto sospirato, libro dell’anno.

<< Che libro stupendo!>> diceva uno.
<< Mai visto niente di simile!>> commentava un altro.
<<È proprio scritto su misura… e che disegni!>> diceva un altro ancora.
Mai i libri dell’uomo avevano suscitato tanta ammirazione.
In verità nessuno vedeva nulla, ma a tutti sembrava ormai necessario non fare la figura dei grulli.
Ad un tratto un passante curioso, che dopo essersi fatto spazio a spintoni era riuscito ad avvicinarsi all’uomo, esclamò a voce alta:
<< Ehi, ma l’uomo ha le mani alzata senza portare nulla! Che buffo!>>

L’amico del passante prese per un braccio il compagno e cercò di trascinarlo via. Niente da fare, il passante ripeté ridendo la stessa frase, concentrando così l’attenzione di tutti su di sé.

<< Ecco la voce dell’innocenza!>> disse allora l’amico sospirando.
La frase del passante passò di bocca in bocca alla velocità della luce e dopo pochi attimi la folla gridava ad una sola voce:
<< È vero, l’uomo ha le mani nude! Il BodyBuilding è nudo!>>

Solo allora l’uomo capì di essere stato truffato da due veri imbroglioni. Ma ormai, che cosa poteva fare per rimediare? Nulla! E così, rosso come un gambero, ma camminando ancora più impettito e a testa alta di prima, continuò a recitare la sua parte.
E intanto i colleghi gli tenevano dietro instancabili, reggendogli con rispetto la parte e pronunciando le frasi “Osanna al nuovo Guru. Osanna in tutte le palestre!”

 

Perché (quasi) nessuno dice quello che (quasi) tutti sanno?

Una domanda vecchia quanto il mondo, che solleva un problema eterno, archetipico, al punto che gli è stata dedicata una nota favola, quella dei vestiti nuovi dell’imperatore.

La reticenza dei personal trainer imbonitori ad ammettere che «il culturismo è nudo» ha motivazioni complesse.

Che rispondo a una unica chiamata.

Conflitto di interesse.

“È difficile far capire qualcosa ad una persona quando il suo stipendio dipende dal fatto di non capirla.” – UPTON SINCLAIR

Qui vorrei offrirvi una chiave di lettura che, per quanto parziale, è coerente con l’intento della OST: esplicitare il conflitto di interessi dei diversi attori sociali, come necessaria premessa per una loro possibile composizione.

I lupi in veste di lupi rovinano il settore meno di quelli in veste di agnelli.

Di sicuro voi avrete visto qualche poliziesco americano dove c’era il poliziotto buono e quello cattivo. E il poliziotto buono, si sa, è più pericoloso di quello cattivo…

Nel mondo, vedi soprattutto negli States, sono proprio le federazioni Natural che accettano l’ipocrisia che coadiuvano il carcinoma maligno del fuffa-bodybuilding.

Oste, come è il tuo vino?”

Difendere gli interessi (leggi guadagni) del settore è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo!

Certo, perché usare il doping o non usarlo, per valorizzare la propria tesi, è la stessa identica cosa., vero? Quindi perché parlarne?
Meglio omettere, non si sa mai qualcuno se ne accorga.
Del resto la differenza di allenamento tra user e non user, che bypassa le leggi fisiologiche cui siamo sottoposti noi comuni mortali, è una banalità, una quisquilia, una pinzillacchera, come direbbe il principe De Curtis, in arte Totó.

Lo sai tu, caro lettore, anima candida del fitness, lo so io e lo sanno tutti.

Parlare dell’allenamento corretto per i non ipocriti finti natural/drug-free è diventato un problema più o meno uguale ad avere un elefante in salotto. È così grande che non si può semplicemente ignorarlo!

Però è più facile non dirlo che dirlo.

È più bello credere ai novelli racconta storie che dissertano sulle individualità genetiche e sul campione che, statisticamente, vieni fuori 1 su un migliaio.
Peccato, però, che oggi 1 su un migliaio sono gli scarsi, e 999 sono tutti campioni. Va bene che la statistica non è certa, ma qui mi sembra che si esageri con questa iperbole!

Pensar male sarebbe peccato, ma…

A trovarne uno dopato. Sono tutti dotati! Poi dici che uno si dà all’aerobica!

Poi li vedi che dimagriscono con 2000 kcal solo di zuccheri, e senza calcolare le calorie degli altri alimenti!

Ovviamente, dicono, oggi si è evoluta l’alimentazione e l’allenamento.

Certo.

Peccato, però, che il corpo umano risponde sempre alle stesse regole e un carboidrato è sempre un carboidrato e una serie sempre una serie.

Sapete perché mi attaccano?

Perché non scendo a compromessi e dico le cose come stanno, senza inganni e senza giochi.

Noi della OST siamo eterodossi e non accettiamo mode imposte, né affermazioni di verità assolute del “posso farti crescere solo io perché sono grosso, intelligente e forte, un autentico ariano.” Fuggi a gambe levate se ti trovi al cospetto di costoro, perché queste affermazioni sono urlate in modo demagogico e intellettualmente disonesto.

“Ogni volta che ti trovi assieme alla maggioranza, è tempo di fermarsi e riflettere” – Mark Twain

Perché, quindi, non uscire alla luce del sole e dividere finalmente gli allenamenti degli users da quelli dei non users?

Sarebbe troppo bello per essere vero.

Per far “carriera” nel settore fitness/Bodybuilding devi far sì che i tuoi scritti vengano condivisi da persone con molto seguito, i cosiddetti influencer (persone con molto seguito che possono influenzare una grossa fetta di mercato andando a far nascere nuove mode), e siccome gli influencer solitamente, per accaparrarsi il pubblico, sono costretti a scrivere banalità o  argomenti non serventi al pesista medio, quando scrivi, se vuoi pubblicare sulle loro bacheche o gruppi e forum, devi scrivere qualcosa che possa sembrare loro abbastanza originale, ma che non rischi di dispiacere il loro pubblico in target.

 I casi sono due: o la carriera ti interessa poco, o dovrai fare dell’autoreferenzialità uno stile di vita. Punto.

Io sto al terzo punto: me ne frego di piacere e dico le cose come stanno. Ho creato io il mio pubblico e non lui me, pubblico intelligente e colto e posso permettermi di scrivere solo per lui.

Il punto è questo: quando capirai che non conta quanto venga acclamato un sistema dai colleghi amici che non dicono ciò che invece dovrebbero dire, mentre conta quello che serve alla maggior parte delle persone con una vita normale e una famiglia normale che vanno in palestra non per gareggiare (con tutti i “contorni” che il gareggiare significhi), ma per divertirsi e migliorare secondo quello che la VERA genetica gli ha donato, allora avrai solo allenamenti felici.

Io il mio l’ho fatto creando la OST, prima assente in Italia.

Ora tocca a te. 

P.S.: benvenuto nel club degli onesti. Tagga un onesto.

By | 2017-04-10T21:28:20+00:00 aprile 10th, 2017|Generale|0 Comments