Oggi si può ancora parlare di allenamento per la forza in monofrequenza?


Scopriamolo insieme…

Come si apprende il movimento?

Ogni movimento corporeo è iniziato grazie a impulsi, sotto forma di cariche elettriche, che partono dal sistema nervoso centrale, passano per il midollo spinale e arrivano, grazie ai neuroni, fino al muscolo che si contrae.

Ogni neurone è composto di un nucleo (che è, in pratica, la stazione da cui partono o entrano segnali provenienti dal midollo spinale), dagli assoni (filamenti che trasmettono gli impulsi al muscolo) e dai dendriti (ramificazioni che mettono in contatto l’intero sistema neuronale).

Neuroni. Forza

Neuroni. Forza

Nel corpo del neurone si forma una proteina, l’albumina, che viene inviata verso altri neuroni attraverso una fibra nervosa rivestita da una guaina (come se fosse un filo elettrico isolato), il cilindrasse.

Questo si dirama in direzione di altre cellule, e al suo termine ha un rigonfiamento simile a un bottone espandibile, la sinapsi.

Il cilindrasse entra in contatto, poi, tramite le spine dendritiche (simili alle spine di una rosa, ma con la punta all’interno e la base verso l’esterno), con altri neuroni.

Il contatto non è reale perché avviene tramite uno spazio vuoto, lo spazio sinaptico, che viene superato grazie ai neurotrasmettitori (trasmettitori di impulsi neuronali) con una sorta di spruzzo.

Così l’informazione passa da neurone a neurone in maniera velocissima.

Il movimento è una risposta che nasce dalla ripetizione, dall’esperienza e che può essere allenato.

Più viene ripetuto, più diventa automatico.

Ciò è dovuto al sistema dei “nodi di Renvier” (punti di arresto lungo l’assone, come stazioni di controllo dei segnali neuronali per controllarli e regolarli).

Tale struttura permette al corpo di apprendere il movimento e ripeterlo nel tempo in automatico basandosi, quindi, solo sulla memoria.

Anche se ciò può sembrare, ad un occhio poco attento, alquanto banale, ti assicuro che e’ quanto di più importante vi possa essere.

Più spesso ripeti il movimento e più lo meccanicizzi.

Per eseguire un compito il cervello deve attivare diverse aree cognitive:

deve coordinare una serie di azioni complesse come il movimento e il processare informazioni visive, articolare parole e così via.

Se fai qualcosa per la prima volta, ti senti impacciato e fuori luogo; col tempo e la pratica migliorerai.

Pensa alla prima volta che sei salito in bicicletta.

A livello neuronale, la pratica aiuta il cervello a ottimizzare la sua struttura per una particolare serie di attività coordinate, attraverso un processo chiamato mielinazione.

La mielina e’ una sostanza adiposa che ricopre l’assone.

Le ricerche hanno dimostrato che la mielina aumenta la velocità e intensità degli impulsi neuronali, creando un ponte per ridurre le distanze.

La mielina è presente nella parte del cervello che regola il movimento e per aumentare questa sostanza ci e’ bisogno di RIPETIZIONE.

Ciò e’ un bene per tutte quelle attività che richiedono una certa abilità.

Non lo è, invece, se la ripetizione viene con movimenti errati perché l’abitudine errata porta ad automatismi sbagliati e pericolosi.

Avrai ben capito da te che se vuoi diventare più forte devi automatizzare il movimento per renderlo naturale, fluido e perfetto.

Se alleni l’alzata 4 volte al mese o 12 volte al mese, quale credi che sara’ la frequenza che creerà il miglior automatismo?

Ne ho parlato più approfonditamente qui: http://oldschooltraining.net/the-secret-of-mind-and-body/

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