Doping e sostanze cinesi

//Doping e sostanze cinesi

Doping e sostanze cinesi

Doping fake?

Doping falso?

Doping cinese?

Possibile che i cinesi si siano inseriti anche nel mercato dei farmaci?

Sentiamo cosa ci dice Mario Pietosi in merito al pericolo dell’acquisto di farmaci dopanti non farmaceutici a basso costo che si trovano sul mercato nero. 

Il motivo per cui alcuni utilizzatori di sostanze dopanti non migliorano è proprio perché usando prodotti di contrabbando, usano prodotti con poco o zero principio attivo. Usano prodotti fasulli.

“Buongiorno.
Nella corsa all’approvigionamento di prodotti dopanti, oggi come oggi si sono provate tutte le strade.

Visto le leggi molto restrittive e il fatto che nelle farmacie di quasi tutto il mondo non si trovano più in vendita ormoni anabolizzanti, in tantissimi si rivolgono al mercato nero.
Ci sono diversi paesi da cui provengono i prodotti in questo mercato.
Dall’est, dall’India, dalla Romania, dalla Russia (ma sono generalmente prodotti ancora più fasulli di quelli rumeni) o dalla Korea e Cina.
Ultimamente anche altre nazioni più “civili” hanno visto nascere i loro brand ma si tratta sempre di UGL ( under ground laboratoires) ovvero laboratori fuorilegge.
Oggi parleremo dei prodotti che provengono appunto dalla Cina.
In genere, dato che in questo paese non ci sono leggi ufficiali che ne vietino la vendita in farmacia, i prodotti contengono davvero la molecola dichiarata ed in genere sono dosati abbastanza fedelmente.
Il problema è che in Cina, le norme sull’igiene e sul rispetto della qualità del prodotto sono molto elastiche e di sicuro molto più permissive delle leggi europee o dei paesi più avanzati.
Perciò, non è difficile imbattersi in prodotti contaminati da batteri o addirittura da polveri sottili dovuti al grande inquinamento che è uno dei gravissimi problemi di questa nazione.
In più, per essere importati ed immessi sul mercato nero, vengono sottoposti ad un viaggio che può durare anche mesi, stoccati in container di acciaio esposti ad ogni sorta di sbalzo atmosferico o a calori molto intensi. Perciò si rischia di ritrovarsi tra le mani fiale di testo con il principio attivo distrutto dal calore o dagli sbalzi termici.
Stesso discorso anche per il gh, che come sappiamo è molto più delicato degli altri prodotti. Se è da ricombinare, allora magari una certa percentuale di fiale può essere ancora valido. Ma quello già ricombinato, purtroppo è molto più labile e soggetto a degradazione. In primis per il liquido in cui viene disciolto, che in alcuni casi è acqua batteriostarica, ma il più delle volte è semplice acqua per soluzioni iniettabili che magari possono essere sterili ma non assicurano la conservazione ottimale durante sbalzi di temperatura e, di sicuro, non per lunghi periodi di stoccaggio a cui vengono sottoposti per l’importazione.
Diverso sarebbe il discorso se usassero come solvente il METACRESOLO.
Che assicurerebbe una conservazione molto efficace e molto più lunga nel tempo.
Ma questa è un’altra storia.
Quindi, ricapitolando: i problemi a cui si va incontro con l’uso di prodotti provenienti dalla cina sono scarsa affidabilità, possibile esposizione ad agenti patogeni (batteri, polveri sottili etc), possibile inefficacia del prodotto.
Nel migliore dei casi, soldi sprecati.
Nel peggiore, danni alla salute.
Questi i problemi dei mercati paralleli a quelli farmaceutici.”

Spero di averti aperto gli occhi ancora una volta.

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By | 2017-11-19T20:35:09+00:00 novembre 4th, 2017|Doping|0 Comments