Doping.

Quando si sente questa parola alcuni storcono il naso, altri raggiungono gradi di ipocrisia o di ignoranza mista a ingenuità paurosi, altri ancora, i più, si lasciano abbindolare da false chimere e suoni stregati di sirene truffaldine.

Cosa fare?

Doping nello sport, c’è o è tutto un complottismo?

Esiste il doping o l’antidoping lo ha sconfitto?
Nelle competizioni con antidoping sono tutti natural, quindi?
E chi è davvero un natural, allora?

doping

                                            doping

Queste e altre risposte al doping da uno che lo ha conosciuto da vicino e ne conosce tutti gli angoli segreti e più nascosti.

Sembra di essere di fronte ad un “soggettivismo culturale”.

Ognuno valuta un atleta secondo la sua percezione, distorta o meno, della realtà.

Vuoi guadagnare tanti soldi?
Dì che sei natural quando invece non lo sei.

Schiere di pesisti internauti ti seguiranno e formeranno la tua schiera di cavalieri templari pronti a morire per te (o darti tutti i loro soldi).

E chi ti critica, non usando a sua volta doping?
Lo minaccio di querela e gli dico che è un secco e un rosicone. Tanto chi lo sa davvero se sono natural o dopato?
Del resto i controlli li ho passati…

Ascoltami bene, fino a quando la gente non aprirà davvero gli occhi, questo mondo sarà sempre in mano ad un manipolo di uomini ipocriti e pronti a venderti miti e leggende per verità assolute.

Dal mio punto di vista, cerco di dire da sempre le cose come realmente stanno, sia in allenamento che nel doping.

Non scendo e non scenderò mai a compromessi.

Perché?

Perché i soldi vanno e vengono.

La dignità no.

Ed ecco che qui entra in gioco Mario.

Navigando su internet faccio conoscenza con uno dei pochi, se non l’unico, pesista che ha visto questo mondo in faccia e dice le cose come realmente stanno, senza nascondersi dietro ad un dito e accusando i falsi profeti di ipocrisia: Mario Pietosi.

Ecco a te, quindi, la intervista denuncia/verità sulla questione più controversa dell’ultimo millennio: il doping è così radicato o meno?

Iniziamo pure.

  • Ciao Mario! Raccontaci un po’ di te e della tua “formazione” sul doping, come è che ne sai così tanto?

 Ciao Oreste.

Comincio allora dal principio: sono di origini calabresi (mio nonno era di Cosenza) ma nato in Basilicata, in un paesino di montagna tra boschi e animali selvaggi (da cui a quanto pare ho preso alcune sfumature del carattere). Ho cominciato ad allenarmi all’età di 14 anni, per una sfida tra amici. Loro già si allenavano da qualche mese e non facevano altro che parlare di palestra e mi sfottevano dandomi del pancione… e in effetti da piccolo ero grassoccio. Questo mi ha spinto ad iscrivermi insieme a loro in palestra. Loro dopo pochi mesi però hanno mollato per inseguire altri interessi, ma a me è piaciuto l’ambiente della ghisa fin dai primi momenti. E cosi ho continuato ad allenarmi.  La prima gara l’ho fatta dopo due anni circa di allenamento. Avevo 16 anni ed era un grand prix nazionale… inutile dirvi che mi sono classificato male (sesto! Ma almeno sul podio!) ma questo non mi ha demoralizzato. Ho continuato ad allenarmi e a fare gare e garette. Ottenendo sempre posti sul podio ma mai nulla di significativo. Continuato cosi fino all’età del militare, periodo in cui ho avuto un fermo per ovvi motivi dalle gare, anche se ho continuato ad allenarmi. Finito il militare mi sono reso conto che era ora di fare qualcosa di serio. E così ho parlato seriamente col mio amico, allenatore, titolare della palestra dove mi allenavo. Lui mi disse chiaramente che se volevo andare oltre, da natural non c’era più molto da fare. Le strade erano due: o accontentarmi dei risultati ottenuti (che tra l’altro non erano male, visto che da grassoccio ero diventato asciutto e muscoloso e le ragazze cominciavano a venirmi dietro) Io naturalmente ci rimasi un po’ male… e risposi che dovevo pensarci. In effetti ci pensai… pensai “come è possibile?” Sulle riviste vedevo gente con muscoli incredibili che pubblicizzavano integratori, diete e allenamenti miracolosi. Possibile che fossero tutte bugie? Andai avanti così per mesi… finchè, un giorno mi decisi a provare. Allora mettemmo a punto il mio primo ciclo: 6 compresse al giorno di oxandrolone. All’epoca si reperivano facilmente tutti i prodotti in farmacia. Non c’era tutta l’ipocrisia e la condanna di oggi verso il mondo dei pesi e del doping. Certo nessuno ammetteva… ma neanche si professavano natural sbandierando la loro presunta naturalità al vento.

Il primo ciclo dunque consisteva in 15 (QUINDICI, bada bene) milligrammi di oxa al giorno per 5 settimane. Bè, cavolo, in quelle 5 settimane presi 10 kili di muscolo passando da 72 kili ad 85. Non voglio essere pignolo ma sono anche più di 10. E senza prendere un filo di grasso, con dieta più che soft. Dentro di me, prima di fare il passo e cominciare ad usare, pensavo: “possibile che senza queste medicine non posso andare oltre? Davvero sono necessarie??”

Bene, dopo le 5 settimane di ciclo invece pensavo: “ Perché cazzo non ho cominciato prima??”

Da allora ho cominciato ad informarmi  e studiare e leggere tutto quello che mi capitava tra le mani. Anche se reperire informazioni era difficile, allora , non mi sono mai dato per vinto o fermato. Sono sempre stato curioso per natura e mi è sempre piaciuto leggere. Pur non avendo altri titoli di studio che vadano oltre la scuola media, non ho mai smesso di studiare e di imparare. Da quando ho conosciuto il mondo della ghisa con tutti gli annessi e connessi il mio percorso non si è mai arrestato né mai si fermata l’acquisizione di informazioni. Una delle mie fortune è stata quella di essere vissuto in un tempo in cui tutto era più alla luce. Avevo molti amici che avevano intrapreso la via degli studi e volevano diventare medici o addirittura endocrinologi… e questo ha significato moltissimo.

Mario Pietosi

Mario Pietosi

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  •   Quali sono le sostanze che più vengono usate oggi giorno?

 Il doping si è evoluto col passar del tempo. È come un animale che si adatta e si crea nuovi spazi e nuove forme… e nessuno sport  ne è scevro. So che sembro troppo categorico ed assolutista… ma è la verità. Lo sport è una macchina per fare soldi, ormai. E lo spirito Decoubertiniano è venuto a mancare da tanto tempo.

Ogni sport ha il suo doping specifico. Vi sono prodotti che aiutano nella ricerca della forza o dello sviluppo muscolare, come nel bb e nella pesistica… ma anche nell’atletica.

E vi sono sport che richiedono la durata, la resistenza (endurance) o altri ancora che richiedono la combinazione dei diversi fattori, come triatlon et simili. Perfino nelle gare di velocità con automobili o moto c’è un doping specifico: anfetamine, psicostimolanti, etc etc, oltre a cocaina e anche altre sostanze psicotrope. Il doping non è solo aas.

Poi stanno venendo a galla nuove molecole come peptidi, insulina e compagnia bella che spostano continuamente il limite un po’ più in alto.

  •  Alcuni dicono di avere “l’occhio clinico” per vedere gli utilizzatori. Si riesce a capirlo guardando?

 In effetti si. Faccio un esempio: se uno deve costruire un muro, chiede a chi lo fa di mestiere cosa ci voglia per costruirlo (materiali, mano d’opera o tempi di realizzazione) e il muratore come fa a sapere quello di cui ha bisogno? Semplice: esperienza. Lo ha fatto tante di quelle volte che ormai per lui è automatico riuscire a capire quello che ci vuole. E la stessa cosa vale per un addetto ai lavori. Chiunque abbia un minimo di esperienza nel campo del bb e della chimica riesce a capire se una persona usa o no.

  •  Quali sono i dati più forti che ti fanno capire che una persona utilizzi doping?

 Sono un insieme di fattori: il volume muscolare, la durezza, la grana della pelle, la vascolarizzazione, le striature e la bassa percentuale di body fat. Ma non solo, anche la forza e la resistenza possono dire molto. Se in un bber sono presenti tutte queste condizioni, allora non ci sono dubbi: è un user.

In un natural non possiamo trovare tutto l’insieme di fattori. Magari avremo un discreto volume… ma non avremo i dettagli e la durezza… o se avremo i dettagli e la durezza, i volumi muscolari saranno penalizzati, dato che le quote ormonali del natural non sono tali da supportarli.

  •  La separazione della linea Alba, spalle stondate, trapezi gonfi, sono fattori determinanti per capire se un soggetto si dopi?

 Questa a dire il vero è una credenza  aneddotica, non ci sono studi seri o scientifici che facciano chiarezza sul punto. Direi che i guadagni muscolari che saltano all’occhi sono quelli da te descritti… ma non è altro che una coincidenza dovuta alla conformazione dello scheletro umano. Oggi comunque si dà molto risalto alle spalle e alle gambe un po’ per compensare la dilatazione dei visceri data da alcune molecole come gh e peptidi.

Anche questo contribuisce alla credenza che ci siano più recettori in alcuni muscoli piuttosto che altri.

Secondo me, piuttosto che di recettori, si dovrebbe parlare di muscoli difficili a crescere per la presenza di fibre semitendinose, piuttosto che di fibre muscolari vere e proprie. Ma questa è un’altra storia.

  •  Noi della OST mettiamo in guardia contro standard irrealistici e fasulli per un vero natural (data l’enorme diatriba sul concetto di natural, da qui in avanti io mi riferisco a chi non ha MAI utilizzato alcuna sostanza dopante, così come dovrebbe essere inteso da tutti), dicendo che da natural grossi e definiti allo stesso tempo non si può essere, che ne pensi tu?

 Sono perfettamente d’accordo con la linea da te menzionata: in un natural non possono coesistere tutte le condizioni da te citate… perché sono condizioni messe in atto solo con  l’utilizzo di doping.

E sono d’accordo anche col significato che attribuisci alla parola “NATURAL”.

  •  Quali sono i muscoli che più ne hanno benefici?

 Come detto prima non ci sono muscoli che hanno più beneficio o maggiore crescita rispetto ad altri. E’ un discorso generico: i diretti bersagli delle molecole aas  si trovano nella muscolatura striata scheletrica. Anche se alcuni pretendono che abbiano anche effetto sull’ipertrofia del muscolo cardiaco. Ma è una nozione non esatta, dato che il cuore ha una muscolatura liscia su cui gli aas non hanno alcun effetto. Si potebbe obiettare che invece potrebbe averne il gh… ma ancora una volta non vi sono evidenze scientifiche in tal senso. L’ingrossamento del muscolo cardiaco altro non è che un adattamento all’allenamento. Un processo adattativo allo stress.

Piuttosto il pericolo potrebbe venire dalle nuove molecole come peptidi e insulina, dato che sono ancora prodotti in fase di studio e quindi non si conoscono ancora tutti gli effetti a lungo termine.

  •  Una volta un ragazzo che viveva in Germania mi disse che quando si dopava lì, cresceva ogni giorno come un bimbo. Non aveva stalli. Possibile che sia così forte il doping?

 In effetti sì. Il doping permette guadagni davvero strabilianti. Basti guardare le foto dei campioni nelle loro fasi all’inizio di carriera. In pochi anni hanno acquisito moltissimi chili di massa muscolare e dettagli. In pratica i guadagni di massa muscolare sono proporzionati alle dosi.

Ma ad oggi i guadagni sono ancora più strabilianti. Basta guardare Flexatron o Justin Compton, per citare solo due delle nuove leve.

  •  E in termini di forza come agisce? Si diventa davvero più forti?

 Si, anche la forza ne trae giovamenti immensi. Pensa al nuovo record di stacco di Eddy Hall.

Fino a pochi anni fa era impensabile.

Direte: ma hall è si grosso e forte… ma di sicuro non ha dettaglio o striature o vene. Certo, è vero… ma solo perché non si vedono per la elevata percentuale di bf. Poi, come detto prima: ci sono doping specifici per ogni specialità.

Negli sport di forza si utilizzano molecole specifiche per la forza.

  •  Natural, natty, drug-free… che significano questi termini?

 Ecco, a dire il vero è un guazzabuglio senza senso, se vogliamo.

Per me dovrebbero essercene solo due: users e non users.

In pratica secondo le distinzioni sono nomignoli affibbiati alle varie categorie di bbers di oggi. A seconda delle dosi appartieni all’una o all’altra categoria.

Natural sono coloro che usano al di sotto del grammo a settimana.

Natty sono users che comunque usano dosi inferiori ai veri bbers (tipo Lazar, o Cobra o Ulisses). Drug free è un bber che non usa davvero nulla… in pratica nessuno…

  •  Avevamo davvero bisogno di questa differenza?

 In effetti no. Ma siamo bravi a complicare le cose semplici. Secondo me l’uso di questi termini ha preso piede da quando esistono tutta questa miriade di nuove categorie.

  •  Perché tutta questa ipocrisia?

 Semplice: viviamo in un mondo in cui l’immagine conta più della verità. E a nessuno piacerebbe essere additato come un dopato. In pratica, l’ipocrisia di oggi è figlia della politica di terrore adottata dai media per la lotta al doping.

Insomma,  tutti condannano il doping identificandolo con qualcosa di negativo… ma comunque c’è bisogno di ricorrervi per poter vincere le gare. Le federazioni e i loro sponsor hanno bisogno della facciata pulita e perciò hanno sposato la causa della lotta al doping, salvo poi permetterlo di nascosto o addirittura mettendolo in atto loro stessi coi loro atleti come avviene nel calcio o nell’atletica ed in alcuni sport.

Purtroppo il doping è inscindibile da qualunque sport, perché contrariamente a quello che si professa, l’importante non è partecipare ma vincere.

  •  Si dice che negli USA ci si dichiari natural anche assumendo 1 grammo di testosterone a settimana. Che significa? È verità?

 In effetti si. In pratica il testosterone è l’ormone naturale maschile… quindi è un alibi che si danno i cosiddetti natural: in pratica “non assumo altro che una molecola fisiologica”, e non una molecola che sia stata catalogata come “steroide anabolizzante”.  Quindi non sono un gonfiato.Non sono un dopato, sono natural. Un alibi per se stessi, insomma.

Il testosterone è classificato come farmaco salvavita e sfugge alla classificazione di cui sopra. E’ anzi considerato uno “steroide androgeno” anche se comunque ha potere anabolico vero e proprio.

In pratica sono cavilli burocratici per professarsi “natural”.

  •  C’è qualche settore/ambiente/sport che ne risulta davvero “pulito”?

 Purtroppo temo di no. Perfino nelle discipline come gli scacchi, che si potrebbe pensare che non abbisogni di doping, si utilizzano psicostimolanti e anfetamine varie. Temo che ad oggi non esista un solo sport in cui non sia presente il doping. Come detto prima, l’importante non è partecipare ma vincere, dato che ci sono ormai interessi miliardari dietro ogni sport.

  •  E il meno “pulito” chi è?

 Questa è una domanda difficile. Il grado di “pulizia “ di uno sport è proporzionale al giro d’affari che c’è dietro. Quindi gli sport più pagati sono in genere quelli in cui è più presente il doping.

Anche nel golf. Nel tennis, nel tiro a segno, nella formula uno etc etc…

  •  Se si utilizza una sostanza e poi si smette, davvero i benefici saranno comunque presenti nel tempo?

 Purtroppo questo è il neo di tutti gli aas e del doping in genere.

Parlando del bb nello specifico, la perdita di risultati è più palese, dato che i guadagni indotti dal fattore doping sono a livello visivo. Ma succede anche in ogni altra disciplina. Una volta che si toglie il turbo ad una macchina elaborata, si torna inesorabilmente alle prestazioni di base. Questa perdita, nel bb è molto palese dato che si perdono subito molti chili di massa muscolare e forma. La perdita è proporzionata al tempo di stop della sospensione dei farmaci. Più tempo si sta senza assumerli e maggiori saranno le perdite. Anche se alla fine un minimo di apparenza resta. Questo è dovuto anche ai cambiamenti a livello osseo che inducono gli aas. In pratica le ossa grosse restano. Gli aas, tra tutti gli altri benefici,  promuovono anche una maggior increzione di calcio e questo col tempo fa crescere e diventare più spesse e dense le ossa.

  •  Quali sono le sostanze più potenti?

 Prima si annoveravano solo tra gli aas, ed erano molecole esclusivamente della categoria. Oxymetolone e dianabol erano tra i più gettonati, ed a ragione. Ma anche il trenbolone e i vari testosteroni. Oggi ce ne sono altri che li hanno surclassati. Fino a pochi decenni fa erano insulina igf1 e gh a farla da padrone. Oggi sono i peptidi. E se usati tutti insieme, questi diversi fattori danno davvero incrementi spaventosi. Basta vedere i bbers di oggi e confrontarli con quelli di pochi decenni fa. Non ci sono paragoni, sebbene ci siano stati dei pionieri che all’epoca svettavano su tutti… non credo sia il caso di fare nomi.

  •  E quali quelle più “copribili”?

 In pratica in questo i bbers sono gli ultimi arrivati. Hanno dovuto imparare da altri… anche se non per davvero, dato che controlli seri ad alti livelli nel bb non ce ne sono mai stati. Penso che qualcuno della vecchia guardia ricordi ancora il casino che successe quando Weider ventilò l’idea di istituire il controllo antidoping all’Olympia. Ci fu un ammutinamento generale.

Ad ogni modo, negli altri sport si ricorreva a “tecniche” ed accorgimenti di elusione e sviamento dei controlli: scambi di sacche di urina, o riempimento con catetere della propria vesciga dell’urina di parenti o amici (con conseguente pericolo di infezioni e contaminazioni varie) o all’uso dei mascheranti per i marker (probenecid) per l’urina… o anche alcuni dimostrando molta fiducia nel metodo , semplicemente staccavano un lasso (ritenuto ragionevole) di tempo prima della gara.

Questo ovviamente per quanto riguarda prettamente il ritrovamento delle specifiche molecole degli aas.

Il gh non può essere rilevato se non con esame del sangue. E il test antidoping non prevede tale pratica ma la ricerca solo nelle urine, dei loro metaboliti.

Insomma: appena si escogitava un nuovo sistema di analisi per scovare le molecole, ecco che nasceva anche un modo per evitare di essere beccati.

In pratica lotta al doping e doping sono due facce della stessa moneta.

  •  Come agiscono i farmaci che coprono le assunzioni ai controlli antidoping?

 Essi non fanno altro che sfalsare o mascherare la presenza di alcuni metaboliti (che sono i prodotti dovuti al degrado e all’eliminazione delle molecole di aas) presenti nelle urine.

Il più famoso di questi era il “PROBENECID”. Un farmaco che si utilizzava nel trattamento della gotta. In pratica alterava il risultato delle analisi facendo risultare “pulito” l’atleta. Il controllo e la ricerca della molecola era molto specifico e se alcuni metaboliti specifici risultavano assenti, ecco che l’atleta non aveva mai usato aas. Pulito.

Comunque anche l’interruzione dell’assunzione di aas, assicurava l’impunità. In pratica le molecole orali, essendo degradate ed eliminate dall’organismo in tempi molto brevi, bastava staccarle 5-7 giorni prima della gara. Per gli iniettabili i tempi invece si allungavano a 15-17 giorni e si aveva la sicurezza di farla franca. Ma ovviamente, come detto prima gli organi competenti escogitavano sempre nuove tecniche di controllo… che comunque non sono serviti a nulla, dato che il doping è ben lungi dall’essere stato estirpato dallo sport.

  •  Basta smettere un po’ prima della gara per uscirne puliti, ma col vantaggio chimico sempre presente?

 In pratica si, dato che per eliminare ogni traccia di aas dal corpo bastano pochi giorni… mentre per perdere la condizione fisica ottimale ci vogliono settimane, di sospensione. Però, è facile fare errori di valutazione o peccare di eccesso di zelo. Infatti si sono visti molti atleti la cui performance, anche se vincente, non è stata ottimale o all’altezza delle ultime in allenamento.

  •  Tu hai assistito dal vivo a cambiamenti formidabili in massa, forza e/o definizione grazie al doping?

 Sì. Sia su di me che su gente che mi è capitato di seguire o amici che frequentavano la mia stessa palestra e che per loro stessa ammissione assumevano. E anche nel mio compagno di allenamento, con cui divido questa passione e conosco ormai da molti decenni. Per ovvie ragioni parlerò solo dei guadagni che ho ottenuto io. Dato che non è il caso di mettere in mezzo persone che vorrebbero restare anonime.

In pratica, ho già descritto l’incredibile cambiamento che ho ottenuto col primo ciclo di solo oxa. Ma non è stato tutto li. Nel primo mese ho ottenuto 10 kili di massa muscolare passando da 72 a 85 kili. Ma da allora ho continuato ad usare e anche ad aumentare dosi e associare diverse molecole per diversi cicli all’anno. In pratica è stato un crescendo continuo di dosi e guadagni. Fino ad arrivare al periodo clou, che coincideva con il peso corporeo di 115 kili per 1,69 di altezza. Insomma, un comodino.

Guadagni di quasi 50 kili di massa muscolare. E non sono mai andato oltre dosaggi ragionevoli. Parlo di al massimo 2000 mg a settimana tra tutte le molecole. Ecco perché mi viene da ridere oggi quando sento gente che dice che usa fino a 5000-6000 mg a settimana e pesano a malapena 10 se non meno kili al di sopra della loro altezza.

La stragrande maggioranza dei prodotti che gira oggi, o sono del tutto fasulli o altamente sotto dosati. Gente che crede di assumere 2000 mg di deca e invece saranno si e no 200.

In pratica la lotta al doping non ha fatto altro che far proliferare ed espandere il giro di affari del mercato nero e di gente senza scrupoli, che immette sul mercato prodotti che possono essere davvero pericolosi per l’atleta. Ascessi, infezioni varie e addirittura tifo o epatite… questi sono i regali odierni della politica del terrore adottata come lotta al doping.

  •  Possibile che atleti passino l’antidoping e risultino puliti? Come fanno?

 Lo fanno come descritto sopra… oppure, per essere più sicuri, con la connivenza delle varie federazioni. In pratica intrallazzi e accordi vari permettono di restare “puliti”. Se ovviamente l’atleta si comporta bene. Altrimenti, per miracolo, ecco che salta fuori che le analisi erano positive e ci sono stati degli errori e quindi l’atleta viene gettato nel pozzo della vergogna.

In pratica diventa anche un modo per eliminare gli atleti scomodi.

  •  Un pesista “normale” può diventare un purosangue, col doping?

 Sì. È il doping a creare il campione, contrariamente a quello che si professa. Da natural non esiste in alcun modo che si possano ottenere quei risultati. Nemmeno si può arrivare ad avvicinarvisi.

Guardate il Ronnie da ragazzo. O Dorian. O phil… nessuno gli avrebbe dato due soldi. E guarda invece cosa hanno ottenuto.

La genetica è l’alibi che si usa per non ammettere che si dopino.

  •  Oggi si assiste a persone “malate” che assumono farmaci legalmente prescritti, ma dopandosi aumentando le dosi… Vero?

 Sì, verissimo. In pratica, dato che gli organi competenti hanno reso difficile l’approvigione dei farmaci che servono, e il mercato nero è rischioso… ecco che si può ricorrere anche a questa carta: si va dallo specialista, magari dopo un ciclo bello pesante senza aver preso precauzioni per preservare la propria produzione endogena di testosterone, quando è a livelli bassissimi.  Ed ecco che lo specialista, riscontrando davvero il deficit e il bisogno di cura, prescrive il testosterone tanto agognato.

  •  Cosa sono i recettori dei farmaci e come agiscono?

 In pratica i recettori non sono altro che il target (bersaglio) che vanno a colpire e stimolare questa categoria di farmaci. Provocando un maggior assorbimento di nutrienti e innescando i meccanismi di costruzione muscolare stimolata dall’allenamento coi pesi.

  •   Un “easygainer” natural dopandosi può avere meno risultati di un “hardgainer” dopato con recettori migliori?

 Su questo ci sono varie scuole di pensiero… tutte a livello puramente discorsivo. In pratica non esistono ricerche davvero esaustive o seriamente scientifiche a riguardo. Ma naturalmente ognuno si fa la sua idea.

Il mio punto di vista è che la differenza la faccia la dose. In pratica, il discorso dei recettori secondo me è largamente esagerato.

Fino ad oggi non ho visto recettori che si bloccano o che rispondano meglio o peggio. In pratica, aumentando le dosi i risultati aumentano. E non sarebbe possibile se i recettori ad un certo punto si bloccassero o mal funzionassero.

In una persona normale, che non abbia serie patologie o problemi metabolici, inevitabilmente gli aas provocano incrementi di massa muscolare e forza.

  •  C’è mestiere fisico che si salva oggi? Anche i modelli, ballerini e lo star system ormai sembra farne uso…

 Temo di no. Ad oggi non vi sono dubbi sui benefici che danno queste molecole. E in un mestiere dove l’aspetto è fondamentale, come nel modo dello spettacolo, è quasi obbligatorio usarli.

Se poi vogliamo parlare di mestieri usuranti, come cantieri o lavori pesanti, allora per me diventa un obbligo morale, doparsi, dato che altrimenti mi consumerei come una candela.

  •  Anche gli h/p sembrano farne uso, assumendo sostanze per la definizione e la preservazione di massa magra, come ormoni tiroidei e forti drenanti medici, vero?

 Sì è vero. In effetti come detto prima esistono diversi tipi di doping… ma non solo. In pratica esiste una molecola per ogni necessità.

Per la conquista di massa muscolare, per bruciare grassi, per drenare liquidi, per avere maggior afflusso di ossigeno etc etc. In pratica le possibilità sono infinite.

  •  Quando è stato usato per la prima volta il doping?

 In effetti non si sa con certezza. Chi dice nel 60, chi nel 50 o addirittura chi dice che fino al 70 fossero tutti puliti…

L’unico punto su cui si può essere sicuri è che anche Hitler usava iniezioni di testosterone in soluzione acquosa per rendere la sua voce più profonda e maschia. Ci sarebbero testimonianze in tal senso. E dunque, diciamo che i primi prodotti a base di testo sono stati messi a punto intorno agli anni 30. Nello sport non si sa con precisione. Ma di sicuro già nella Germania dell’est conducevano esperimenti di stato per sviscerare i segreti di questa pratica.

  •  Doped e natural sono due mondi a parte e così i loro allenamenti e preparatori, concordi?

 Certo, assolutamente vero. Un preparatore natural non potrà mai allenare un doped… ma un preparatore doped può allenare un atleta natural, dato che le sue conoscenze sono in entrambi i campi.

E un atleta natural non potrà mai sperare di avere risultati con l’allenamento che fa un doped. Hanno necessità molto diverse.

Molto specifiche e che non sono conciliabili.

Un doped può resistere a volumi di lavoro molto superiori e può accontentarsi di usare pesi magari anche non massimali, tanto ci sono i prodotti che gli assicurano i guadagni di massa muscolare. Un natural invece ha bisogno di carichi massimali e volumi di lavoro molto minori, altrimenti va in situazione di stress e catabolismo muscolare.

  •  Per un vero natural, la OST è davvero l’allenamento giusto e migliore?

 Sono convinto che sia davvero il metodo più razionale e fruttuoso per un natural, sicuramente. Ma anche per un user sarebbe un approccio gratificante, dato che gli aas gli darebbero una spinta sia come forza che come incrementi di massa muscolare, con quel tipo di approccio.

  •  Grazie Mario!

Non c’è di che Oreste. Grazie a te per avermi dato questa possibilità di fare chiarezza sul mio punto di vista.

Può sembrare che sia a favore del doping e lo consigli a tutti ma non è cosi. Sono il primo a declinare le richieste dei ragazzini in questo senso. O di gente che dopo soli due mesi di palestra vuole fare il “salto”.

Quello che condanno oggi nel bodybuilding è la situazione di grande ipocrisia e falsità che si è venuta a creare.

“Campioni” superdopati che si ergono a testimonial della salute e della naturalità che pubblicizzano integratori miracolosi grazie ai quali sono arrivati a conquistare le vette dell’olympo… non è cosi, ragazzi. Svegliatevi!

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